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    Dimitrov vince lo “Stefan Edberg Sportsmanship Award” 2024

    La infografica dell’ATP

    Grigor Dimitrov è stato scelto dai suoi colleghi come vincitore del premio “Stefan Edberg Sportsmanship Award 2024”, ossia il tennista più corretto dell’anno, quello che più di ogni altro sul tour Pro ha mostrato fair play, professionalità e integrità, in campo e fuori.
    “Sono molto grato, molto riconoscente a tutti i miei fan, a tutti i miei colleghi, a tutti coloro che mi hanno sostenuto per tutto questo tempo. Mi sento molto fortunato”, afferma Dimitrov. “Grazie a tutti per questo incredibile apprezzamento e mi assicurerò di continuare e di impegnarmi per essere migliore”.
    “Tutti amano Dimi” recita il post social che ha accompagnato su X la proclamazione del giocatore 2024 più corretto e leale.

    Everyone loves Dimi @GrigorDimitrov has been selected by fellow players as the winner of the 2024 Stefan Edberg Sportsmanship Award. #ATPAwards
    — ATP Tour (@atptour) December 13, 2024

    Il bulgaro ha vissuto una stagione 2024 molto buona dal punto di vista agonistico, chiudendo con un record di 46 vittorie e 18 sconfitte. Ha iniziato molto bene trionfando a Brisbane, nono titolo in carriera; quindi ha raggiunto altre tre finali, a Marsiglia, al Masters 1000 di Miami (battuto da un Sinner in stato di grazia), e quindi a Stoccolma. Ottimi anche i piazzamenti nei quarti di finale al Roland Garros e US Open, ad anche al Rolex Paris Masters. Buoni risultati che hanno permesso a Grigor di concludere l’anno al n. 10 nella classifica mondiale, suo miglior piazzamento nel ranking di fine stagione dal 2017, quando trionfò alla Finals di Londra e terminò quell’annata al n. 3 al mondo.
    Dimitrov ha vinto questo riconoscimento prestigioso per la prima volta, seguendo le orme di Casper Ruud (2022) e Carlos Alcaraz (2023). Dal 2004 al 2021 il premio di tennista più sportivo è stato vinto solo da Roger Federer o Rafael Nadal, con lo svizzero vincitore per ben 13 volte e lo spagnolo 5.
    Stefan Edberg vinse il premio cinque volte tra il 1988 e il 1995. Diventato icona dello sport non solo per le sue bellissime volée ed eleganza ma anche per il suo comportamento irreprensibile, l’ATP ha deciso nel 1996 di intitolargli questo riconoscimento, proprio nella sua ultima stagione competitiva.
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    I migliori tornei ATP del 2024: premiati Indian Wells, Queen’s e Doha

    La infografica dell’ATP

    Dopo il “ritorno dell’anno”, vinto stra-meritatamente dal nostro Matteo Berrettini, l’ATP comunica l’Award 2024 per i migliori tornei del 2024, nelle tre canoniche categorie: sono Indian Wells (Masters 1000), Queens’ (500), Doha (250). Questi eventi sono ormai degli habitué ai riconoscimenti di miglior evento stagionale. Per il Cinch Championships, storico appuntamento su erba a Londra prima di Wimbledon, c’è un doppio premio: ha ricevuto un riconoscimento speciale per i suoi standard di eccellenza, insieme al Rolex Shanghai Masters e al Nordea Open di Bastad.
    Indian Wells è ormai da anni il 1000 più ricco, ambito e gradito da pubblico e giocatori, tanto che il riconoscimento 2024 è il decimo l’ATP Award consecutivo di miglior torneo Masters dell’anno. E pensare che a metà anni 2000 rischiava di scomparire, sommerso dai debiti e quasi “comprato” dal torneo di Acapulco del ricchissimo patron Carlos Slim. Quando la situazione era quasi disperata, l’allora direttore Buchholz trovò nuovi investitori e salvò l’evento, che quindi fu acquistato da Larry Ellison, guru di una delle new company hi-tech e tra gli uomini più ricchi al mondo. Forte della sua infinita disponibilità economica e passione per il gioco, Ellison ha trasformato il torneo californiano nel meglio organizzato al mondo, ormai dietro solo ai 4 Slam e alla Finals per prestigio. Immerso nella natura desertica della California, l’Indian Wells Tennis Garden offre strutture e servizi di prima qualità per i giocatori, numerosi campi di allenamento che consentono ai fan di guardare gli atleti da vicino e servizi di ristorazione di massimo livello.
    “Siamo onorati che per ben 10 anni di fila, i giocatori ATP abbiano votato Indian Wells come miglior 1000 del Tour”, ha affermato il direttore del torneo Tommy Haas. “Questo risultato senza precedenti è una testimonianza dell’impegno incrollabile verso l’eccellenza del nostro staff e dei volontari del torneo, nonché del supporto dedicato del nostro proprietario Larry Ellison, dei nostri sponsor, dei nostri fan e di tanti altri che contribuiscono al successo del nostro evento”.

    The @BNPPARIBASOPEN in Indian Wells, the @QueensTennis at the Queen’s Club in London, and the @QatarTennis in Doha continue to set the standard on the ATP Tour, winning Tournament of the Year honours in their respective categories in the 2024 #ATPAwards.
    — ATP Tour (@atptour) December 13, 2024

    Anche per il torneo del Queen’s il nuovo ATP Award è una solida conferma, terzo premio di fila e sesto in assoluto (2015-16, 2018, 2022-24). Tommy Paul è il campione 2024, su Lorenzo Musetti in finale. Un torneo che si svolge nell’incantevole cornice di un club storico, e che quest’anno vedrà il ritorno di un torneo femminile prima di quello maschile. Fatto questo che ha portato non poche discussioni per la preoccupazione di quel che potrà essere il manto erboso dopo una settimana di tennis “rosa”. “Siamo molto lieti di essere stati votati ATP 500 Tournament of the Year per il terzo anno consecutivo”, ha affermato l’amministratore delegato Chris Pollard. “Nel 2024, abbiamo accolto Jamie Murray come direttore del torneo, la cui conoscenza dell’ATP Tour ha contribuito a migliorare ulteriormente l’esperienza per i giocatori. Questo premio è il riconoscimento del duro lavoro che tutti coloro che gestiscono il torneo dedicano a fornire servizi di altissima qualità ai giocatori”.
    Karim Alami, ex pro marocchino e oggi direttore dell’ATP 250 di Doha, saluta con grande soddisfazione il premio ricevuto. Sarà l’ultimo in questa categoria, visto che il torneo già dal 2025 passerà a 500. “Siamo lieti di aver ricevuto il titolo di miglior torneo nella categoria ATP 250 per la sesta volta”, ha affermato il direttore del torneo Karim Alami. “Questo risultato riflette il nostro impegno continuo nel fornire un’esperienza sportiva di alto livello per giocatori e appassionati di tennis”. Il Qatar ExxonMobil Open infatti ha ottenuto questo riconoscimento nel 2015, 2017, 2019, 2021 e 2022. Un torneo che quest’anno, da neo 500, vedrà al via campioni come Sinner, Djokovic e Medvedev. “Con il torneo ora promosso alla categoria ATP 500, riaffermiamo il nostro impegno a continuare i nostri sforzi per offrire un’esperienza eccezionale e per rendere il torneo ancora più vincente negli anni a venire. Il nostro obiettivo è di renderlo una destinazione preferita per i migliori giocatori e fan del mondo” conclude Alami.
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    Davidovich Fokina cambia coach: passa a Mantilla e Sanchez

    Alejandro Davidovich Fokina

    Colpi esplosivi e potenza da vendere non sempre bastano se il gioco non è costante e manca di efficacia nei momenti più importanti. Una descrizione che calza a pennello per descrivere il 2024 (e carriera) di Alejandro Davidovich Fokina, tennista che nella stagione da poco conclusa ha complessivamente deluso. Il 25enne andaluso ha chiuso l’anno al n.61, senza acuti importanti eccetto i quarti di finale all’ATP 500 di Dubai. Troppo poco per un giocatore a tratti irresistibile (quando è lucido e tranquillo) e capace di arrivare al n.21 del mondo solo un anno e mezzo fa. Per questo lo spagnolo ha deciso un taglio netto per provare a ripartire. Secondo quanto riporta il media iberico Marca, Davidovich ha interrotto la collaborazione con Verdasco, scegliendo il duo Felix Mantilla – David Sánchez per ripartire con più slancio e nuove ambizioni.
    Mantilla è ricordato da molti per il suo tennis da vero specialista della terra battuta e la finale vinta a Roma contro Roger Federer (2003, ultimo dei suoi 10 tornei in carriera), quindi ha allenato tra gli altri Dolgopolov, Pouille, Bautista, oltre ad una collaborazione con Tennis Australia. Meno importante la carriera da giocatore di David Sanchez, ma comunque positiva con i due tornei vinti e un best ranking di n.41 al mondo, e poi una carriera da coach in cui spicca un lungo periodo al fianco di Verdasco. Sanchez ha già seguito Davidovich nella parte finale del 2024, e ora diventa il coach ufficiale insieme a Mantilla.
    I primi appuntamenti per il nuovo team saranno il torneo di Hong Kong e quindi l’Australian Open. Vedremo se ADF riuscirà a ritrovare il suo miglior tennis, dopo una stagione con poche luci e molte ombre, terminata con un saldo negativo di 18 vittorie contro 22 sconfitte. Più che un cambiamento tecnico, sembra necessario uno scatto dal punto di vista mentale: riuscire a controllare la potenza dei suoi colpi all’interno di una tattica meno spregiudicata e più efficiente, in particolare nei momenti caldi degli incontri, dove troppo spesso lo spagnolo si affida alla classica “pallata” invece di giocare con più raziocinio. Non snaturare la sua maggior qualità, ossia la spinta, ma gestirla con altra visione. Mantilla è stato un tennista particolarmente forte dal punto di vista tattico, chissà se riuscirà a passare qualche input positivo al suo nuovo assistito.
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    Binaghi: “Sinner è speciale per forza mentale e cultura del lavoro, Berrettini è un leader. Nadal il migliore di tutti, Djokovic il pallettaro più forte del mondo”

    Angelo Binaghi, Presidente FITP

    Il presidente FITP Angelo Binaghi ha rilasciato una lunga interessante intervista al quotidiano La Nuova Sardegna (con il collega Luigi Soriga), nella quale spazia a 360° sul tennis, ripercorrendo i suoi anni giovanili da giocatore fino all’attualità, con i nostri azzurri dominanti nei tour maschile e femminile. Curioso il suo parere sui celeberrimi “big three”: il preferito di Binaghi è Nadal, più di Federer e di Djokovic, da lui definito “il pallettaro più forte del mondo”. Riportiamo i passaggi più interessanti della lunga intervista, che presenta un Binaghi meno “ufficiale” e più “appassionato” dello sport che ha segnato la sua vita visti i 24 anni alla guida del tennis nazionale.

    “Da giocatore ero un pirata, facevo delle incursioni a rete anche azzardate” racconta Binaghi. “Mi piaceva il serve and volley, anzi, per dirla tutta, era l’unico schema che potevo permettermi con il mio fisico. Non ero esattamente il massimo della prestanza e dell’atletismo, perché studiavo e mi potevo allenare molto meno degli altri. All’epoca i miei giocatori preferiti erano John McEnroe, Stefan Edberg e Yannick Noah, tutta gente che a rete aveva una discreta mano”.
    “Il mio tennista preferito? E vabbè, cos’altro potrei dire? Naturalmente è Sinner. Senza dubbio il numero 1 al mondo, con una superiorità rispetto agli avversari che in questo momento è sotto gli occhi di tutti. Su di lui ho avuto informazioni di primissima mano, fonte molto confidenziale e di fiducia: mio figlio. Aveva disputato in Tunisia un torneo di doppio con Sinner, e mi parlò di questo compagno più piccolo di lui, ma che già era molto forte e prometteva bene. A quell’epoca avrà avuto circa 17 anni, e assieme a mio figlio approdarono alle semifinali, ma poi dovettero ritirarsi perché Jannik si infortunò”.
    Il primo incontro del Presidente con il futuro n.1 del mondo avvenne a Milano nel 2019: “Ci siamo visti negli spogliatoi durante la Next Generation degli ATP Finals del 2019. Lui è stato il primo italiano a vincere questa competizione, e così sono andato a congratularmi. Mi ha colpito per l’educazione e per la semplicità. In campo si vedeva già il suo enorme valore, da un punto di vista tecnico era di altissimo livello. Però doveva ancora colmare alcune lacune fisiche, era un po’ acerbo. Mi ricordava un po’ Venus Williams: potenzialità incredibili, ma difficoltà atletiche nel coprire il campo. Poi la tenacia e la determinazione di Sinner hanno disegnato un giocatore completo, senza punti deboli: ormai negli spostamenti è un razzo, ha migliorato il servizio e anche a rete sa essere incisivo”.
    Binaghi afferma di aver creduto in Jannik fin dall’inizio, anche quando Alcaraz pareva una forza inarrestabile. “Era il periodo in cui Alcaraz era esploso, e tutti erano fissati con lo spagnolo. Spettacolare, solido, rapidissimo, grintoso. Ma a quelli che dicevano, magari averne uno così in Italia, io rispondevo: tutta la vita Sinner. Dategli tempo, e ne riparliamo. E anche quando tutti ne hanno detto peste e corna perché decise di non disputare la Coppa Davis, io l’ho difeso con il coltello tra i denti. Lasciatelo in pace, fatelo allenare con serenità: i risultati arriveranno. Sinner ha qualcosa di speciale. Cosa? La forza mentale, la cultura del lavoro, il senso del dovere e del sacrificio. L’ossessione a migliorarsi. In questo sì, è ben poco italiano. E questa sua professionalità ha fatto la differenza”.
    “Con Sinner a cena? Direi di no. Ma nemmeno con gli altri. Ormai non funziona più così: i tempi in cui i tennisti si concedevano distrazioni e facevano le ore piccole sono passati. Dopo le vittorie i tennisti vanno a cena con il proprio team e programmano allenamenti, date, tornei. E poi io sono per i dirigenti che si muovono dietro le quinte, che non sono invadenti e non si mettono in mostra. Preferisco essere un compagno discreto che supporta a distanza”.
    “Berrettini? Un grande leader, un trascinatore assoluto. Il giorno che smetterà di giocare, e spero sia il più tardi possibile, io lo vedo benissimo come capitano della nazionale, nel ruolo che ora ha Volandri. È stato capace di motivare i ragazzi nella scorsa Coppa Davis dalla panchina, quando non ha potuto giocare, e quest’anno è stato assoluto protagonista. Un carisma che non è da tutti”.
    “Paolini? Ecco, se devo essere sincero, quella sulla quale nessuno avrebbe scommesso un centesimo che avrebbe fatto risultati così straordinari, compreso il sottoscritto, è proprio lei. E invece ci ha smentito tutti, e sono molto fiero di questa ragazza. È stata la più grande sorpresa del 2024, ancora più di Sinner. Ha un grande talento che le consente di tenere testa ad avversarie molto più prestanti di lei, e poi ha tecnica e senso tattico. E un allenatore eccezionale che l’ha fatta crescere di anno in anno”.
    “Musetti? Lui è ancora un talento inespresso. Enormi potenzialità, sembra essere sulla via giusta per decollare, ma in altri momenti si perde. È un vero peccato. Speriamo trovi la giusta continuità”.
    “Nadal? Il migliore di tutti, di gran lunga, soprattutto fuori dal campo. In 24 anni l’ho incrociato tante volte, tra un torneo e l’altro. E Nadal è davvero un tennista speciale: un vero signore, educato, amatissimo dai tifosi, uno che ha dato tantissimo al tennis e ha fatto appassionare generazioni. Secondo me ancora più di Federer, che di persona, per mia esperienza, non ha la stessa gentilezza e simpatia di Nadal. E stesso discorso per Djockovic: certamente il pallettaro più forte del mondo, ma che secondo me non ha lo spessore sportivo e umano di Nadal“.
    Un momento o partita per lui indimenticabile: “Ce ne sono diverse, ma se devo proprio scegliere, il momento più commovente è stato a Parigi in occasione del Roland Garros, quando Sinner è diventato numero uno al mondo. In quel momento si scriveva la storia: Jannik è stato il primo italiano a riuscire in questa impresa”.
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    Furlan vince il premio WTA di coach del 2024

    La infografica della WTA

    Mai premio fu più meritato. Renzo Furlan ha vinto il WTA Award di coach dell’anno 2024 (i voti sono arrivati dai suoi colleghi sul tour). Incredibile il suo lavoro svolto con Jasmine Paolini, tennista raccolta nella seconda metà della top100 femminile e portata a due finali Slam (Parigi e Wimbledon) e al quarto posto nel ranking mondiale di fine stagione grazie ad un incremento esponenziale nel gioco e mentalità della sua assistita. Jasmine aveva già iniziato la sua scalata nella seconda parte del 2023, ma nel 2024 il suo tennis ha cambiato passo, sempre più aggressivo, completo e vincente. A tratti strabiliante.
    Furlan ha lavorato a 360°, in ogni settore del gioco di Jasmine, trasformandola da tennista coriacea e piuttosto difensiva in vera costruttrice di gioco, con colpi sempre più penetranti ed efficaci. Incredibile come il diritto di Paolini sia passato da una “spazzolata” vigorosa a pallata penetrante e precisa, impatto più secco e con più anticipo. Rafforzato anche il rovescio, con un lungo linea improvviso che spezza le gambe alle rivali. E poi posizione più avanzata, prontissima a venire anche a rete a prendersi il punto seguendo l’inerzia in avanti dei suoi nuovi schemi offensivi.
    Grande lavoro tecnico, ma soprattutto mentale: trasformare così una tennista già matura e piuttosto consolidata è stato un capolavoro assoluto, perché quando si cambia tanto, il rischio di “scassare tutto” e perdere la rotta è concreto. Invece Renzo ha rimescolato tutti gli ingredienti con pazienza e maestria, aiutando Jasmine a sfornare un piatto stellato. Tutti pensavamo che Jasmine avesse del margine, del potenziale inespresso; Furlan l’ha spinta oltre ai suoi stessi limiti, facendole credere che i limiti ce li poniamo solo noi stessi, mentre col lavoro si può raggiungere qualsiasi risultato. Anche arrivare vicinissimo a vincere il piatto dorato di Wimbledon.
    Qualificazione alle WTA Finals in singolare e doppio, Oro olimpico con Errani, il 1000 di Dubai e tanto altro, il 2024 di Paolini resta complessivamente la miglior annata di sempre per una tennista italiana. Il merito di Renzo Furlan è enorme. Solo applausi alla coppia più bella del tennis italiano.
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    Zverev pensa a Becker come super coach, “Ci sentiamo spesso”

    Alexander Zverev (foto Patrick Boren)

    “Wunderteam”, ossia squadra delle meraviglie, possibile anche nel tennis? Il termine tedesco fu coniato negli anni ’30 del secolo scorso per descrivere la fortissima nazionale di calcio austriaca, poi passato ad altri squadroni della Germania in vari sport, non ultimo quello di basket che clamorosamente ha vinto nel 2023 il campionato mondiale maschile di pallacanestro battendo la più quotata Serbia in finale. Nel tennis un ipotetico “team delle meraviglie” potrebbe essere quello che vede Alexander Zverev allenato dal più forte tennista tedesco di sempre, Boris Becker. In un’intervista concessa al media nazionale Tennis Magazin, Sasha non esclude affatto questa ipotesi per il 2025, anzi afferma di “amare” Boris ed essere in stretto contatto con lui, tanto che dopo l’Australian Open potrebbero esserci delle novità in merito. Attualmente il n.2 del mondo è allenato dal padre, e seguito nelle tappe del tour dal fisioterapista francese Hugo Gravil (con un passato da collaboratore per l’ATP Tour). Zverev dopo l’ottimo 2024 è deciso ad alzare l’asticella e puntare a vincere quello Slam che ancora manca nella sua bacheca.
    “Sono una persona molto ambiziosa. Ho vissuto un buon anno nel 2024, ho vinto due Masters 1000 e raggiunto una finale Slam (a Roland Garros, battuto da Alcaraz), ma non mi basta. Voglio di più, vincere degli Slam e fare altri passi avanti“.
    “Sono disposto a lavorare con un nuovo coach da affiancare a mio padre, ma solo alla condizione che sia la persona giusta. Non ho intenzione di prendere come me qualcuno tanto per prenderlo, lo farò solo quando penserò che sia un coach che mi possa dare un vero aiuto. L’ho già fatto in passato, ho provato a lavorare vari coach ma quasi mai è andata bene. L’unico dal quale ho avuto un vero aiuto è stato David Ferrer, ma con lui non è durata perché non aveva intenzione di viaggiare abbastanza e pertanto la collaborazione si è fermata”. In effetti sono diversi i coach che hanno provato a lavorare con Zverev, tra cui per esempio Ivan Lendl, ma le cose non sono andate affatto bene, e due si sono separati con diversi strascichi polemici (Sasha arrivò a dire che il campione di origine ceca gli parlava più di golf che di tennis, mentre Ivan affermò che Zverev a suo dire non è allenabile perché non ascolta…). Altri con i quali non è andata come sperato sono Ferrero (poi vincente con Alcaraz) e Bruguera. Un rapporto non facile quello di Zverev con i coach eccetto il padre. Ma nominando il “totem” del tennis nazionale, Boris Becker, le cose cambiano…
    “Becker? Lo adoro” afferma Zverev, “Ritengo abbia una conoscenza del tennis come pochi, è incredibile come legge il gioco. Il problema in questo momento è che non so quanto sia in grado di viaggiare per il mondo, ma se la questione verrà risolta e sarà chiara, allora potremo anche parlare di una collaborazione. Sono in contatto con lui, ci sentiamo di frequente. Non ci saranno novità per l’Australia, tutto resta come adesso, ma dopo si vedrà”. Parole che sanno di ampia apertura al possibile ingresso di Becker come super-coach, a patto che il tedesco possa viaggiare liberamente. Ricordiamo che Boris ha avuto grossi problemi legali, è stato anche detenuto in carcere a Londra per diversi mesi per colpa di una condanna per reati fiscali, situazione personale che potrebbe essere un ostacolo.
    La coppia Zverev – Becker potrebbe essere molto intrigante, e non solo per i fan tedeschi che avrebbero la possibilità di veder riunito il meglio del tennis nazionale di ieri e di oggi. Zverev è un tennista molto forte e non è più giovanissimo, ma ancora ha ampi margini di miglioramento sia tecnico (seconda di servizio, stabilità del diritto, per dire le due situazioni in cui a volte è difficoltà) che soprattutto di attitudine in partita. Nel 2024 ha fatto letteralmente passi in avanti diventando meno conservativo e più offensivo, con una posizione più vicina alla riga di fondo e schemi meno attendisti, ma spesso quando il momento “scotta” ed i punti si fanno pesanti quell’atteggiamento un po’ passivo/difensivo torna prepotente e lo impoverisce. Becker ha una grandissima personalità, è riuscito a tener testa e farsi ascoltare da un tennista come Djokovic forgiato da un carattere enorme. Il suo carisma oltre che visione di gioco potrebbe dare forse a Zverev quello scatto necessario ad alzare ancora il suo livello competitivo. Come si dice in questi casi, “se son rose…”.
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    Colangelo parla del lavoro con Sonego: “Deve spostare il suo gioco verso la rete. Vogliamo fare bene negl Slam”

    Sonego in campo con Colangelo (foto SuperTennis)

    Fabio Colangelo crede nel futuro del suo assistito Lorenzo Sonego, con un lavoro mirato verso un tennis sempre più aggressivo e proiettato verso la rete, senza grandi stravolgimenti tecnici ma una propensione maggiore ad entrare nel campo. In una bella intervista rilasciata a SuperTennis, il 43enne coach lombardo ha raccontato la base della sua collaborazione con il torinese e soprattutto come intende indirizzare gli allenamenti per far decollare di nuovo il tennis coraggioso di “Sonny”. La preparazione per il 2025 è iniziata in Italia e ora si svolge in Spagna presso la notissima Academy di Rafa Nadal.
    Riportiamo i passaggi più significativi del pensiero di Fabio, iniziando dal percorso di Lorenzo nelle prime settimane. “Siamo stati contattati da loro (la Academy di Nadal, ndr) e visto che ci saranno tanti giocatori presenti, ci è sembrata una buona scelta. Resteremo in Spagna 10 giorni, poi torneremo una settimana a Torino per Natale e già il 26 dicembre partiremo, insieme anche al preparatore Davide Cassinello, per Hong Kong, dove Lorenzo giocherà l’Atp 250. Poi in Nuova Zelanda, ad Auckland, e infine a Melbourne”.

    Ciao Lorenzo Sonego! 👋🏼 Welcome one more year to Rafa Nadal Academy! Good luck in the preseason! VAMOS‼️ pic.twitter.com/bnqTNuzAs5
    — Rafa Nadal Academy by Movistar (@rnadalacademy) December 10, 2024

    Ecco su cosa si concentrerà il lavoro: “Avere a disposizione queste quattro settimane – perché noi abbiamo cominciato a lavorare a fine novembre – è fondamentale. Quando abbiamo cominciato a lavorare insieme ad aprile, ‘Sonny’ mi ha chiesto espressamente di esplorare cose nuove. Avendo avuto sempre la stessa guida per tutta la sua vita da giocatore, voleva cambiare direzione, ma per introdurre queste novità c’era bisogno di tempo. Un tempo che durante l’anno, visto il calendario fitto di tornei, non è mai abbastanza. Poter lavorare con continuità senza l’assillo della partita è un’altra cosa. Su cosa ci concentriamo? Una maggiore predisposizione verso la rete. Lorenzo deve essere più aggressivo. Per il fisico che ha, per come gioca i colpi di inizio gioco, vista anche la sua mano e la sua rapidità, è fondamentale che lui riesca a sviluppare in chiave offensiva il suo tennis. Questo è il tema principale sul quale stiamo lavorando e la cosa è condivisa anche dall’opinione di Umberto Rianna – che è già stato con noi un paio di giorni a Torino – e Vincenzo Santopadre, con il quale da qualche settimana è cominciata una collaborazione”.
    Un lavoro principalmente tattico: “Capire come e quando farlo è fondamentale ed è chiaro che poi l’aspetto tecnico deve aiutare a farlo nel modo più efficace. Non sono mai favorevole, avendolo anche provato sulla mia pelle, a cambiamenti tecnici esagerati su atleti già formati. Lorenzo poi è un professionista evoluto che ha già raggiunto risultati importanti. Non ci si deve inventare nulla”.
    Il rovescio è sempre stato il lato debole di Sonego: “Non è un segreto che quando gli avversari vogliono pressarlo vanno verso il rovescio, quindi stiamo lavorando anche su questo fondamentale per dargli più sicurezza, anche qui facendo delle cose nuove e un po’ diverse rispetto al passato“.
    Ha destato curiosità l’ingresso di Vincenzo Santopadre come collaboratore di Sonego. Così Colangelo spiega la situazione: “La premessa è che Lorenzo ha sempre avuto grande stima di Vincenzo. Già l’anno scorso, quando Santopadre si era lasciato con Berrettini, aveva questa idea di lavorare con lui. Idea che, per vari motivi, non è andata a buon fine. Possibilità che invece si è concretizzata quest’anno e con termini molto chiari. Vincenzo rimane il coach di Luca Van Assche a tempo pieno, con però una disponibilità, quando avremo bisogno, di poterci ritagliare dei momenti per andare a Roma per una collaborazione. Non ci saranno settimane durante i tornei, nemmeno nei momenti condivisi, ma sicuramente ci sentiremo spesso al telefono per una consulenza. E mi piace anche sottolineare la disponibilità del francese nell’accettare questa situazione visto che, di fatto, Lorenzo è un suo rivale. E nelle poche trasferte in cui non riuscirò ad affiancare Lorenzo, con lui ci sarà Davide Galoppini”.
    Il 2024 non è stata un’annata buona per Sonego… “Per lui è stata una stagione complicatissima. Non era iniziata bene e a fine marzo ha preso questa decisione molto difficile. E il trauma di aver interrotto un rapporto di lunga data lo ha certamente un po’ condizionato. Pian piano ha visto sfuggirgli di mano un obiettivo importante come l’Olimpiade, con anche la prospettiva interessante di giocare il doppio con Sinner. Quindi la prima metà della stagione è stata molto negativa. Dall’erba in poi è andata decisamente meglio”.
    Il titolo a Winston-Salem l’unico vero sorriso dell’anno, e il primo successo da coach per Colangelo. Così lo ricorda: “Emozione bellissima, anche perché in quel torneo ho visto Sonny mettere in atto in maniera efficace alcune cose che avevamo provato in allenamento. Ha giocato una settimana molto buona, ma la mia gioia più grande è stata vedere la sua espressione quando ha vinto: lo sguardo di una persona sollevata. Invece mi sarebbe piaciuto vedere qualcosa in più nella trasferta cinese”.
    Per il coach le migliori doti di Sonego sono: “Intanto la solarità: è sempre propositivo, sorridente, allegro. È un lato fantastico del suo carattere. In campo, è un giocatore molto curioso e che ha la grande qualità di fare con facilità le cose che gli vengono chieste. E non è una cosa così scontata tra giocatori così evoluti”.
    Gli obiettivi di Sonego per il 2025: “Non c’è un numero. Nel momento in cui Lorenzo riuscirà a fare meglio e con continuità le cose che stiamo provando, siamo convinti che la classifica andrà di conseguenza e sia destinata a migliorare. Ha vinto un titolo ATP su ogni superficie, ha battuto il n.1 del mondo (allora era Novak Djokovic, ndr), ha vinto la Coppa Davis e giocato una semifinale a Roma. Quello che gli manca è fare un bel risultato in un torneo del Grande Slam”.
    Colangelo così racconta il suo passaggio da giocatore a coach, grazie all’aver seguito Leonardo Caperchi, all’epoca allenatore di un giovane Fognini: “Era il 2006 ed ero in piena attività come giocatore. Ho condiviso con lui una trasferta sudamericana durata due mesi, e vedendolo lavorare con Fabio Fognini e Gianluca Naso ho capito che mi sarebbe piaciuto moltissimo allenare. Anche lui ha notato questa mia propensione e qualche tempo dopo mi ha chiesto di seguire Naso. La svolta è arrivata quando ho smesso ho fatto il maestro al Quanta Club di Milano per un anno, ed è stata un’esperienza molto formativa. Poi, dopo l’esperienza con Brizzi e Crugnola, nel 2021 ho seguito Federico Gaio. Ultimamente, oltre all’impegno con lo Sporting Club di Torino, facevo molte telecronache. Poi, già dal torneo di Stoccolma nel 2023, ho cominciato a seguire in qualche trasferta Sonego”.
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    Sinner vince l’ATP Award di Fans’ Favorite per il secondo anno di fila

    La infografica dell’ATP sul successo di Jannik

    Jannik Sinner vince il Fans’ Favorite ATP Award 2024. È il suo secondo successo consecutivo in questo prestigioso riconoscimento ottenuto attraverso i voti diretti degli appassionati a livello globale sulla piattaforma ufficiale ATP. Prima di lui un dominio sterminato di Roger Federer, e nel 2022 (dopo il ritiro dello svizzero) un successo per Rafael Nadal. Jannik piace, e non solo in Italia. Comunica serenità, passioni e valori importanti. Il suo tennis è adrenalina pura, come quella che regala al pubblico con i suoi straordinari successi.

    It’s official @janniksin repeats as Fans’ Favourite singles player in the annual #ATPAwards
    — ATP Tour (@atptour) December 10, 2024

    “Voglio solo ringraziare tutti i fan in tutto il mondo per aver votato per me”, ha detto Sinner al sito ATP, reduce dalla stagione di maggior successo della sua carriera. “Significa molto per me perché i voti provengono da tutti voi. Siete il motivo per cui amo giocare a tennis. Il supporto è stato incredibile per tutta questa stagione. Ci vediamo molto presto sul campo il prossimo anno. Vi auguro Buone Feste! State bene con i vostri amici, con chi amate, con la vostra famiglia, sono le persone più importanti”.

    From: JannikTo: You 💌#ATPAwards | @janniksin pic.twitter.com/nodd4QaYEA
    — ATP Tour (@atptour) December 10, 2024

    Jannik ha terminato con le vittorie alle ATP Finals di Torino e alla Davis Cup a Malaga (la seconda consecutiva) una stagione da sogno. Ha alzato a Melbourne il primo trofeo dello Slam in carriera rimontando due set di svantaggio a un irriducibile Medvedev, dopo aver estromesso in semifinale Djokovic (mai sconfitto agli Australian Open una volta arrivato in “semi”), quindi è diventato n.1 del mondo il 10 giugno e ha vinto anche a US Open il secondo Major. 73 vittorie e 6 sconfitte per l’italiano nel 2024, una delle migliori annate di sempre. Per lui nell’anno da poco concluso anche tre Masters 1000 (Miami, Cincinnati, Shanghai) e il primo titolo sull’erba ad Halle, per un totale di 8 vinti, oltre alla Davis Cup. È alla 27esima settimana consecutiva da n.1 ATP.
    Il premio Fans’ Favorite è stato istituito nel 2000 e il primo vincitore fu Gustavo “Guga” Kuerten, con quel sorriso travolgente e un rovescio da cineteca. Nel 2001 e 2002 il più votato dai fans fu Marat Safin, talento indiscusso della sua generazione, tennista tanto affascinante quanto “maledetto”. Quindi nel 2003 irrompe il ciclone Roger Federer: vince il primo Wimbledon e “si prende tutto”, diventando icona dello sport grazie al suo gioco classico senza tempo, correttezza ed eleganza, che lo portano a trionfare nei voti di giocatore più amato per 19 anni di fila (2003-2021). Nel 2022, con lo svizzero ritiratosi alla Laver Cup, è l’amico rivale Rafa Nadal ad essere il preferito nel voto di Fans’ Favorite. Fino all’avvento di Jannik Sinner, il più amato dal pubblico nel 2023 e 2024. 
    Primo nel ranking, miglior tennista dell’anno per distacco su tutta la concorrenza, giocatore più amato dal pubblico. Signore e signori, Mr. Jannik Sinner!
    Marco Mazzoni LEGGI TUTTO