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    Camila Giorgi dalla racchetta all’Isola dei Famosi: nuova vita sotto i riflettori

    Camila Giorgi – Foto Getty Images

    A un anno dal suo silenzioso addio al tennis, Camila Giorgi è pronta a tornare sotto i riflettori in una veste completamente nuova. Secondo indiscrezioni sempre più insistenti, l’ex tennista marchigiana farà parte del cast della prossima edizione dell’Isola dei Famosi, il popolare reality show che andrà in onda su Canale 5 a maggio con la conduzione di Veronica Gentili.
    La Giorgi dovrebbe quindi essere tra i protagonisti che si metteranno alla prova nelle difficili condizioni di Cayos Cochinos, nell’arcipelago honduregno, in quello che rappresenta un drastico cambio di scenario rispetto ai campi da tennis che l’hanno vista brillare fino alla 26esima posizione del ranking WTA.
    Il suo congedo dal mondo dello sport professionistico è stato emblematico del suo carattere: nessun annuncio ufficiale, nessuna celebrazione, nessun tour d’addio. Una scelta che riflette il legame spesso turbolento che Giorgi ha avuto con il tennis, sport in cui ha comunque lasciato il segno grazie al suo gioco aggressivo e alle vittorie prestigiose, come quella al WTA 1000 di Montreal nel 2021.
    La vita dell’ex tennista ha subito profondi cambiamenti negli ultimi mesi. Dopo aver affrontato problemi con il Fisco italiano, la Giorgi ha deciso di trasferirsi in Argentina, terra d’origine dei suoi genitori, dove ha iniziato una relazione con Ramiro Marra, figura di spicco della politica locale. Marra, attuale legislatore di Buenos Aires, ha un passato come deputato di La Libertad Avanza, il partito di destra guidato dall’attuale presidente argentino Javier Milei.Nel frattempo, Camila si è dedicata con particolare attenzione ai social network e al settore della moda, dove la sua immagine elegante e il suo stile distintivo le hanno permesso di costruirsi una solida base di follower e alcune collaborazioni commerciali.
    La sua nuova avventura televisiva si intreccia inoltre con una vicenda giudiziaria ancora aperta: Giorgi è coinvolta in un’indagine a Vicenza riguardante i falsi vaccini anti-Covid. In merito a questa situazione, l’ex tennista aveva dichiarato: “Sono rimasta sorpresa dalla dottoressa perché mi fidavo di lei. La puntura l’ho fatta, mi ha dato il Green Pass. Ho scoperto dopo che non era un vaccino per il Covid, poi però l’ho fatto”. Curiosamente, l’udienza relativa a questo caso è fissata proprio a maggio, lo stesso periodo in cui dovrebbe iniziare la sua esperienza in Honduras.
    La partecipazione all’Isola dei Famosi segna l’inizio di un nuovo capitolo per la Giorgi, che sembra determinata a rimanere sotto i riflettori, seppur in un contesto completamente diverso da quello sportivo. Una trasformazione da tennista a personaggio mediatico che molti ex atleti hanno intrapreso prima di lei, ma che nel suo caso appare particolarmente intrigante, considerando la riservatezza che l’ha sempre contraddistinta durante la carriera agonistica.
    Marco Rossi LEGGI TUTTO

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    Cinà, il diciottenne che ha superato Nadal: secondo più giovane vincitore a Madrid. “Non penso al ranking, solo a migliorare”

    Federico Cinà nella foto

    Federico Cinà continua a stupire. A soli 18 anni, il giovane talento italiano ha già scritto una pagina di storia al Mutua Madrid Open 2025, diventando il secondo giocatore più giovane di sempre a vincere un match nel prestigioso torneo spagnolo, superato solo da Carlos Alcaraz e precedendo addirittura una leggenda come Rafael Nadal in questa speciale classifica.
    In un’epoca in cui emergere precocemente nel tennis maschile diventa sempre più complesso, il palermitano sta dimostrando di possedere qualità tecniche e mentali fuori dal comune. La sua vittoria al primo turno del Masters 1000 madrileno non rappresenta solo un risultato sportivo, ma la conferma di un percorso di crescita costante che lo sta portando ad accelerare i tempi del suo inserimento nell’élite mondiale.
    “Sono molto emozionato per questa vittoria. Significa molto per me aver ottenuto questo successo e rimanere in vita in un torneo di questo livello,” ha dichiarato Cinà nell’intervista rilasciata a Puntodebreak. “È emozionante condividere lo spogliatoio con così tanti campioni, di solito parlo con i tennisti italiani per imparare da loro,” ha aggiunto, mostrando umiltà e voglia di crescere.
    Il suo approccio riflessivo emerge anche quando gli viene chiesto del record appena stabilito: “Non so cosa dire, davvero. È incredibile, non ho parole… Penso solo alla mia prossima partita e a continuare a lavorare giorno dopo giorno per migliorare. Non voglio pensare al ranking, ma solo a evolvere con il mio gioco.”
    Nato a Palermo e cresciuto in una famiglia immersa nel tennis – suo padre è direttore di una prestigiosa accademia in Italia ed ex coach di Roberta Vinci – Federico ha assorbito la cultura sportiva sin dalla più tenera età. Tuttavia, non è solo il tennis a occupare i suoi pensieri. Grande tifoso del Palermo calcio, Cinà rivela anche qualche curiosità personale: “Il cioccolato è il mio piccolo vizio da quando ero bambino. Non l’ho eliminato ora che sono diventato professionista, continuo a mangiarne un po’ quasi tutti i giorni,” confessa con un sorriso.
    Durante l’intervista, un simpatico siparietto ha visto protagonista anche Matteo Berrettini, che si è intromesso nella conversazione suggerendo di chiedere al giovane collega quando prevede di prendere la patente di guida, provocando un sorriso in Cinà. Un episodio che conferma il buon clima all’interno della squadra italiana.
    Interrogato sulle ragioni del suo successo precoce, il siciliano ha una teoria ben precisa: “Ho giocato tantissimo tempo nella categoria junior. Ho iniziato a competere a 12 anni e fino alla scorsa stagione ho continuato a disputare il circuito junior. Credo che questo sia ciò che mi ha aiutato a migliorare gradualmente e mi ha permesso di fare un passaggio più naturale e semplice verso il professionismo.” Questa filosofia di sviluppo graduale sta evidentemente dando i suoi frutti: “Non sento troppa pressione nel competere, mi diverto in campo,” afferma con naturalezza il giovane talento, che al secondo turno del Mutua Madrid Open 2025 affronterà una sfida impegnativa contro lo statunitense Sebastian Korda.
    Francesco Paolo Villarico LEGGI TUTTO

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    Nadal difende Sinner: “Caso chiuso, credo nella sua innocenza”

    Rafael Nadal nella foto – Foto Getty Images

    Rafael Nadal ha rilasciato un’intervista al quotidiano The Telegraph nella quale ha espresso chiaramente la sua posizione riguardo alla vicenda che ha coinvolto Jannik Sinner. Il campione spagnolo ha preso le difese del tennista italiano con parole inequivocabili.“Se non mi sbaglio, la sentenza lo dichiara innocente,” ha affermato Nadal. “È chiaro che tutto quello che è successo non è stato positivo per il tennis, ma nella vita accadono incidenti come questo. Credo in Jannik, sono totalmente convinto che non abbia mai voluto imbrogliare né ottenere vantaggi rispetto agli altri con nessuna sostanza. È una persona con un’ottima morale.”
    Il maiorchino ha poi aggiunto: “Con questo, non voglio mettere in dubbio la sentenza. Ci sono protocolli che dobbiamo seguire e se si vogliono cambiare, bisogna lavorare per farlo. Per me, il caso è chiuso.”
    Nell’intervista, Nadal ha affrontato anche altri argomenti interessanti, tra cui la recente collaborazione tra Andy Murray e Novak Djokovic, che ha sorpreso molti nel mondo del tennis. “Mi ha sorpreso che subito dopo il ritiro, Andy volesse iniziare un progetto che implicava viaggiare, ma capisco che lavorare con Novak è molto attraente,” ha commentato Rafa.“Credo che per Djokovic sia un elemento di grande motivazione essere consigliato da uno dei suoi grandi rivali, quindi penso che sia una buona combinazione. Andy è un appassionato di tennis e ha interpretato questo come una grande opportunità. Spero che vada bene per loro, lo auguro di cuore,” ha assicurato il campione spagnolo.
    Nadal ha anche rivelato che, mentre non si sente abbastanza motivato per giocare a tennis in questo momento, sta godendo al massimo di un altro sport che è sempre stato una delle sue grandi passioni: il golf. Nell’intervista ha persino confessato che gli piacerebbe riunire tutti i membri del Big 4 in un torneo di golf amatoriale, sebbene la differenza di livello potrebbe rappresentare un ostacolo.“Nel campo da tennis non c’era differenza di livello tra noi, ma nel golf dovrebbero allenarsi molto perché sono abbastanza migliore di loro,” ha commentato sorridendo. Secondo quanto riportato, Roger Federer sta praticando intensamente, mentre non si hanno notizie delle abilità golfistiche di Andy Murray e Novak Djokovic.
    Queste dichiarazioni di Nadal mostrano ancora una volta il suo rispetto per i colleghi e la sua visione equilibrata delle vicende che coinvolgono il mondo del tennis, sia dentro che fuori dal campo.
    Francesco Paolo Villarico LEGGI TUTTO

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    Davidovich Fokina: “Anti Doping? Sono molto esigenti con i giocatori per cose minime. Masters 1000 lunghi? Un mese con due tornei è un calvario”

    Alejandro Davidovich Fokina

    Alejandro Davidovich Fokina è uno dei tennisti che più ama colpire a tutta la palla a caccia della massima potenza e velocità. Tuttavia anche con il microfono davanti è uno di quelli che va dritto al punto, senza tanti giri di parole. Interpellato su varie questioni dalla stampa nazionale prima dell’avvio del Masters 1000 di Madrid, il semifinalista di Monte Carlo è pungente su due dei temi più caldi del momento: i controlli anti doping e i Masters 1000 su 12 giorni, che sempre più suscitano molte reazioni contrarie di tanti giocatori. Dopo Alcaraz, anche Davidovich si dice negativo in merito all’allungamento dei tornei mille su più giorni, invece di un canonico evento settimanale. Ecco il pensiero di Alejandro su questi temi.
    “La situazione dei controlli anti doping per noi giocatori è molto stressante” afferma Davidovich. “Dobbiamo stare assolutamente attenti a cosa tocchiamo, soprattutto a chi tocchiamo, perché se c’è una crema che ti provoca doping, come fai a dimostrare che non stavo usando quella crema? Sono molto esigenti: chiunque vorrà doparsi risulterà positivo, e quelli di noi che non si dopano non sono da biasimare se, ad esempio, alcune vitamine “migliorano le nostre prestazioni”. Penso che siano molto esigenti nei nostri confronti anche per le cose più piccole: per alcuni sono molto utili, per altri non così tanto”.
    Questo invece il suo pensiero in merito ai Masters 1000 “allungati”: “Sono d’accordo con quello che ha detto Carlos riguardo alle settimane dei Masters 1000. Dovrebbero essere di una sola settimana, perché per noi è molto impegnativo stare lontani da casa per due settimane. Se i risultati saranno positivi, passerai bene al torneo successivo, ma un mese per due tornei è un po’ dura. È una questione nella quale tutti i giocatori dovrebbero trovare un accordo: se tutti i giocatori dicessero che non giocheremo in questo torneo, staremmo mettendo su un boicottaggio, mentre ciò che l’ATP e l’ITF vogliono è che siamo lì tutti a giocare. È difficile riunire tutti i giocatori su questo tema. È vero che il montepremi sta gradualmente aumentando, ma c’è ancora molto da migliorare, non solo a livello di montepremi. Purtroppo il calendario è sempre stato molto serrato.”
    Chiedono a Fokina se a suo parere il livello sarebbe migliore con un calendario meno serrato, giocando i Masters 1000 in una settimana, e quindi con più riposo per i giocatori. Questa la sua risposta: “Ti auguri che tu stia passando i turni e che tu debba passare alla settimana successiva con poco tempo a disposizione. Il programma è sempre stato così, l’unica cosa che è cambiata sono le due settimane di Masters 1000. Il programma è sempre stato così: praticamente non abbiamo vacanze, viaggiamo continuamente da un torneo all’altro ed è vero che a fine anno si finisce per essere un po’ più stanchi, e avere la Coppa Davis dopo Parigi-Bercy è faticoso, non si ha tempo per recuperare e subito dopo c’è la pre-season e poi via in Australia. È tutto molto serrato, ma quali tornei si possono tagliare? Non so quali tornei taglierei, per esempio”.
    Mario Cecchi LEGGI TUTTO

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    Alexandra Eala: “Nelle Filippine sono diventata molto famosa, devo mantenere equilibrio. Nadal mi ha consigliato di circondarmi di persone competenti”

    Eala in un servizio per Vogue Filippine

    Una delle novità più interessanti di questo 2025 ricco di sorprese e giovani in ascesa è certamente Alexandra Eala, 19enne filippina esplosa al WTA di Miami, dove ha raggiunto la semifinale estromettendo nel torneo Iga Swiatek. A 19 anni Eala è già n.72 WTA, forte di una formazione di alto livello ottenuta presso la Rafa Nadal Academy a Maiorca, struttura sempre più fucina di futuri campioni. Con il torneo 1000 di Madrid al via, Eala è stata intervistata dal quotidiano locale AS, rilasciando un’intervista interessante della quale riportiamo i passaggi più significativi. La giovane tennista è molto fiduciosa delle sue possibilità, segue alla lettera i consigli del suo mentore Rafa e pensa di poter raggiungere grandi risultati, mantenendo i piedi per terra.

    “Sono davvero fortunata a far parte di questa famiglia (Rafa Nadal Academy, ndr)). L’intera infrastruttura e le attrezzature sono meravigliose e gli istruttori sono molto esperti e competenti. Nadal? Certo, l’ho incontrato molte volte perché è molto presente. Saluta tutti, usa gli stessi servizi di tutti gli altri… È incredibile avere così vicino una persona fantastica come lui. Consigli? Lì dà a tutti, non solo a me. Ci dice che è molto importante circondarsi delle persone giuste, competenti, e penso che sia un ottimo consiglio. Questo è ciò che cerco di fare”.
    “Quale è il mio limite? Penso che sarebbe sbagliato metterselo. Sto testando fin dove posso arrivare. Per me tutto è un’esperienza nuova. Miami è stata incredibile e spero di esibirmi così altre volte durante l’anno. A Madrid potrei incrociare di nuovo Iga, ne sarei felice”.
    Le Filippine non hanno una grandissima tradizione sportiva in generale, e ancor meno nel tennis. La sua ascesa l’ha resa molto popolare nel suo paese. “Sono molta grata per l’attenzione che il tennis sta ricevendo, è ciò di cui c’era bisogno nelle Filippine rispetto ad altri paesi. Spero di poter ispirare il cambiamento e la crescita in tal senso. Se mi sento una superstar? Noto che ricevo molta attenzione e affetto, è vero, ma c’è un equilibrio da mantenere. Bisogna restare con i piedi per terra ed essere grati a coloro che ti considerano una star. Senza di loro credo che sarei solo me stessa, senza la parte famosa, ma è così che mi sento. Come affronto la nuova notorietà? Viaggiare molto mi fa bene. Non ho ancora avuto il tempo di tornare in patria dopo tutto quello che è successo ultimamente. Anche se mi piace molto andarci e trascorrere del tempo con la mia famiglia, ritengo che a questo punto della mia carriera sia positivo potermi concentrare sul miglioramento del mio livello e sul suo mantenimento”.
    Sua madre era una nuotatrice. Lo sport professionistico nel suo destino? “Uff, bella domanda… Non lo so. In un certo senso, la penso così. Amo il tennis ed è nei miei geni, quindi immagino che tutto questo da qualche parte fosse già scritto”.
    Le Filippine sono la patria di grandi pugili, Manny Pacquiao o Nonito Donaire. Molti trovano affinità tra boxe e tennis, nonostante nel nostro sport non ci sia alcun contatto. Per Eala si può trasferire al tennis molte cose della mentalità del pugilato. “Dico sempre che è uno sport molto difficile. Finisci fisicamente distrutto e tuttavia devi comunque restare veloce e vigile… Ammiro molto i nostri pugili, che vincono anche numerose medaglie olimpiche e sono fonte di ispirazione per tutti noi. La resistenza accumuna tennis e boxe”.
    Eala è appassionata di musica e avendo passato molto temo alla Academy di Nadal, predilige quella spagnola: “Musica latina in generale. Il nuovo album di Bad Bunny è fantastico. Mi piacciono molto anche Aitana e Rosalía. Adoro Rosalía! È davvero divertente. Guardo sempre le tue interviste e mi piacciono molto” conclude la filippina.
    Tennis aggressivo, una discreta completezza tecnica e un atteggiamento molto positivo sono i punti di forza di questa giovane che sembra aver ottime doti per crescere ancora e diventare una tennista di alto livello. La terra battuta la conosce molto bene, vista la sua formazione da Rafa. Vedremo che risultati otterrà tra Madrid, Roma e Parigi. Sarà certamente una delle osservate speciali da parte degli appassionati.
    Marco Mazzoni LEGGI TUTTO

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    Sabalenka in polemica con l’arbitro: prende il telefono per fotografare un segno sulla terra. Swiatek frustrata dopo l’ennesima sconfitta contro Ostapenko

    Aryna Sabalenka nella foto – Foto Getty Images

    Il tennis continua a sorprenderci e un’immagine che non si vedeva da anni è tornata d’attualità, questa volta con la numero uno al mondo del ranking WTA come protagonista. Aryna Sabalenka non è stata soddisfatta del rifiuto dell’arbitro di scendere dalla sedia per verificare il segno di una palla che la bielorussa considerava dentro, e non ha trovato altra soluzione che prendere il suo telefono per scattare una foto al segno.Dopo l’incontro al WTA Stuttgart 2025, Sabalenka ha affermato che all’arbitro “non è piaciuto quello che ho fatto. Mi ha lanciato un’occhiataccia alla fine della partita ed è stato molto brusco quando mi ha stretto la mano”.

    While Elise Mertens takes a MTO, Aryna Sabalenka asks the umpire to come back and check the ball mark from the previous game.
    Umpire Bley refuses to come down as she already made a decision.
    Sabalenka believes the ball was in while facing break point at 15-40. pic.twitter.com/90IeZYKAmZ
    — edgeAI (@edgeAIapp) April 19, 2025

    Un gesto insolito quello di Sabalenka che rimarrà nella storia del tennis. La numero uno del mondo ha evidentemente ritenuto necessario documentare quello che considerava un errore arbitrale, ricorrendo a un metodo non convenzionale che ha ulteriormente alimentato le tensioni con il Giudice di Sedia.Questo tipo di proteste con l’uso di telefoni cellulari erano comuni in passato, ma le regole più severe e i sistemi tecnologici come l’occhio di falco hanno ridotto significativamente tali episodi nel circuito professionistico. La frustrazione della bielorussa dimostra però come, soprattutto sulla terra battuta dove i segni delle palline sono visibili, le controversie sulle chiamate rimangano un elemento di discussione.
    Iga Swiatek ha espresso tutta la sua frustrazione dopo essere stata eliminata nei quarti di finale del WTA 500 di Stoccarda 2025 da Jelena Ostapenko, confermandosi come la sua vera “bestia nera”.La campionessa polacca, interrogata in conferenza stampa sul perché non riesca mai a battere la lettone e sulla sua apparente irritabilità in campo, ha risposto con una domanda diretta: “Sembravo irritata oggi?”, rivelando il suo stato d’animo.“È stata una partita equilibrata in cui ho avuto le mie opportunità”, ha dichiarato Swiatek. “Le altre volte che ci siamo affrontate potevo fare ben poco perché lei tirava su tutte le palle, assumendo rischi enormi. In questa occasione, ho sentito che in alcuni momenti ero io a comandare il gioco, ma ho perso un po’ di intensità nel terzo set e questo alla fine è stato fatale”.Questa sconfitta aumenta ulteriormente la pressione sulla numero uno polacca in vista della stagione sulla terra battuta, dove difende i titoli conquistati lo scorso anno a Madrid, Roma e Parigi. Swiatek non vince un titolo dalla conquista del Roland Garros 2024, e questa dinamica negativa sta diventando sempre più problematica per lei.Il bilancio di sei sconfitte su sei incontri contro Ostapenko rappresenta un dato curioso e allarmante per una multi-campionessa Slam ed ex numero uno del mondo. Il passaggio di Swiatek al torneo di Stoccarda 2025 ha evidenziato che è ancora lontana dal suo miglior livello e che Jelena Ostapenko sarà, forse, l’avversaria da evitare nei prossimi mesi.
    Marco Rossi LEGGI TUTTO

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    Gasquet svela i tennisti “sgradevoli” del circuito. Rybakina rafforza il suo team. Arthur Fils rivela il suo momento più difficile. Lotta per la Top-10 nel ranking ATP

    Lorenzo Musetti (foto Brigitte Grassotti)

    Il mondo del tennis continua a offrire interessanti spunti di discussione, dalle confessioni di veterani prossimi al ritiro alle aspirazioni delle giovani promesse, passando per i cambiamenti negli staff tecnici dei top player.
    Gasquet svela i tennisti “sgradevoli” del circuitoRichard Gasquet, che sta ponendo fine a oltre vent’anni di carriera professionale, ha rilasciato alcune dichiarazioni destinate a far discutere durante il podcast “Pause”. Il tennista francese, che ha condiviso campo e spogliatoio con numerosi colleghi, è stato interrogato sul carattere del “Big 3” rispetto ad altri giocatori, in particolare su chi fosse stato più sgradevole nei rapporti con i compagni.“Roger, Novak e Rafa sono persone molto educate, rispettose e piacevoli con tutti”, ha affermato Gasquet, prima di aggiungere: “C’erano due giocatori che hanno avuto una grande carriera, ma che non possono essere paragonati al Big 3, che avevano un atteggiamento più sgradevole nel circuito: Robin Soderling e Tomas Berdych”.
    Rybakina rafforza il suo teamElena Rybakina, da mesi al centro di voci e episodi poco chiari riguardanti il suo (ex?) allenatore Stefano Vukov, ha annunciato un nuovo ingresso nel suo staff tecnico. Dopo l’uscita di Ivanisevic, dovuta all’influenza di Vukov sulla tennista kazaka, e la successiva rinuncia del preparatore fisico Azuz Simcich, il team di Rybakina si trovava privo di figure chiave.La tennista ha comunicato l’ingaggio del preparatore fisico Aldo Chiari, che in passato ha collaborato occasionalmente con Jannik Sinner, per rafforzare il suo entourage in vista dei prossimi impegni.
    Arthur Fils rivela il suo momento più difficileArthur Fils potrebbe diventare uno dei principali rivali di Carlos Alcaraz nei prossimi anni sulla terra battuta, candidandosi come seria minaccia nei tornei importanti. A soli 21 anni, il francese che ha iniziato a giocare a tennis all’età di 5 anni, ha già dimostrato grandi potenzialità.In un’intervista rilasciata ad atptour.com, Fils ha rivelato quale sia stata la maggiore difficoltà che ha dovuto affrontare nel suo percorso. “Gli infortuni sono sempre la cosa peggiore per qualsiasi atleta e qualche anno fa ho avuto problemi a diverse vertebre. Quello è stato il momento peggiore della mia vita, ho dovuto fare molta riabilitazione e avere pazienza”, ha spiegato il giovane francese, il cui grande sogno è diventare numero 1 del mondo.
    Lotta per la Top-10 nel ranking ATPUn appassionante fine settimana si presenta con la disputa delle fasi finali del Conde de Godó 2025. Tre tennisti sono coinvolti nella corsa per entrare nella top-10 del ranking ATP il prossimo lunedì 21 aprile, dopo la conferma dell’uscita di Casper Ruud da questo gruppo d’élite, con il norvegese che perderà 400 punti scendendo alla 15ª posizione.Lorenzo Musetti potrebbe entrare tra i dieci migliori se sia Holger Rune che Arthur Fils venissero eliminati in semifinale a Barcellona. Nel caso in cui il danese raggiungesse la finale, sarebbe lui ad occupare la decima posizione, a meno che il francese non riesca a vincere il torneo e Rune perdesse in semifinale.La lotta per un posto nella top-10 aggiunge ulteriore interesse alle semifinali del prestigioso torneo catalano.
    Francesco Paolo Villarico LEGGI TUTTO

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    Nuova controversa regola antidoping vieta docce non supervisionate

    Nuova controversa regola antidoping vieta docce non supervisionate

    L’Agenzia Internazionale Antidoping del Tennis ha annunciato un controverso aggiornamento della sua normativa che ha scatenato un acceso dibattito sui social media. Secondo quanto comunicato attraverso una nota ufficiale, i tennisti e le tenniste non potranno più fare la doccia senza essere osservati quando vengono chiamati a sottoporsi a un test antidoping.
    Questa nuova disposizione è stata introdotta con l’obiettivo di evitare che durante la doccia possano verificarsi alterazioni in grado di influenzare i risultati dei test. La misura, che si applica indistintamente a tutti gli atleti, sia uomini che donne, rappresenta un ulteriore irrigidimento dei protocolli antidoping nel tennis professionistico.

    La notizia ha immediatamente sollevato numerose polemiche, in particolare sui social network, dove molti hanno espresso preoccupazioni riguardo alla privacy degli atleti. Il dibattito si concentra sul difficile equilibrio tra la necessità di garantire l’integrità delle competizioni sportive attraverso controlli antidoping rigorosi e il diritto alla riservatezza dei giocatori.L’agenzia non ha al momento fornito ulteriori dettagli su come verranno implementate concretamente queste nuove procedure e su quali saranno le modalità di osservazione durante le docce degli atleti chiamati ai controlli. Resta da vedere quale sarà la reazione ufficiale delle associazioni dei giocatori e delle giocatrici di tennis a questa controversa novità regolamentare.
    Francesco Paolo Villarico LEGGI TUTTO