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    WTA 1000 Pechino: I risultati completi dei Quarti di Finale. Paolini sconfitta. Semifinale tra Gauff e Anisimova

    ServizioSvolgimentoSet 3Priscilla Hon / Karolina MuchovaServizioSvolgimentoSet 2Priscilla Hon / Karolina Muchova 15-0 30-0 30-15 40-15 40-303-5 → 3-6Anna Danilina / Aleksandra Krunic 15-0 15-15 30-15 40-152-5 → 3-5Priscilla Hon / Karolina Muchova 15-0 15-15 15-30 15-401-5 → 2-5Anna Danilina / Aleksandra Krunic 0-15 15-15 15-30 30-30 30-401-4 → 1-5Priscilla Hon / Karolina Muchova 15-0 30-0 30-15 30-30 40-301-3 → 1-4Anna Danilina / Aleksandra Krunic 0-15 0-30 0-401-2 → 1-3Priscilla Hon / Karolina Muchova 0-15 15-15 30-15 40-151-1 → 1-2Anna Danilina / Aleksandra Krunic 0-15 15-15 30-15 30-30 40-300-1 → 1-1Priscilla Hon / Karolina Muchova 15-0 15-15 30-15 40-150-0 → 0-1ServizioSvolgimentoSet 1Tiebreak0-0* 0*-1 0-2* 1-2* 1*-3 1*-4 2-4* 2-5* 3*-5 4*-5 4-6*6-6 → 6-7Priscilla Hon / Karolina Muchova 15-0 15-15 30-15 30-30 40-306-5 → 6-6Anna Danilina / Aleksandra Krunic 0-15 15-15 30-15 40-155-5 → 6-5Priscilla Hon / Karolina Muchova 15-0 15-15 30-15 40-15 40-305-4 → 5-5Anna Danilina / Aleksandra Krunic 15-0 30-0 30-15 40-154-4 → 5-4Priscilla Hon / Karolina Muchova 0-15 15-15 30-15 40-15 40-30 40-404-3 → 4-4Anna Danilina / Aleksandra Krunic 15-0 30-0 40-03-3 → 4-3Priscilla Hon / Karolina Muchova 15-0 15-15 15-30 30-30 30-402-3 → 3-3Anna Danilina / Aleksandra Krunic 15-0 15-15 30-15 40-151-3 → 2-3Priscilla Hon / Karolina Muchova 15-0 15-15 30-15 30-30 40-301-2 → 1-3Anna Danilina / Aleksandra Krunic 15-0 15-15 30-15 40-150-2 → 1-2Priscilla Hon / Karolina Muchova 15-0 15-15 30-15 40-15 40-300-1 → 0-2Anna Danilina / Aleksandra Krunic 0-15 0-30 15-30 30-30 30-40 40-400-0 → 0-1 LEGGI TUTTO

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    Atmane, malore in campo e ritiro a Shanghai. “Ho sentito le mani tremare e non riuscivo a respirare. Devo prendermi del tempo prima di rientrare”

    Atmane sofferente in campo prima di ritiro

    Brutto episodio stamani al Masters 1000 di Shanghai, protagonista suo malgrado Terence Atmane. Il francese nel primo set dell’incontro che lo opponeva all’argentino Camilo Ugo Carabelli, ha accusato un malore e, dopo l’intervento in campo di medico e fisioterapista, è stato costretto a ritirarsi quando lo score segnava 4 giochi pari.
    Poche ore dopo il ritiro, Atmane ha spiegato in una storia su Instagram i motivi che lo hanno costretto ad abbandonare il match, fornendo anche un aggiornamento sulle proprie condizioni. Ha sofferto un malore e insieme un attacco di panico. “Oggi, già dopo il primo punto, le mie mani tremavano. Ho pensato: ‘ok, forse sono più nervoso del solito’. Ma già dopo il secondo game, avanti 2-0 in modo agevole, ho sentito tutto il corpo tremare e mancarmi il fiato dopo ogni scambio. Sono arrivato a un punto in cui non riuscivo quasi più a respirare e la testa ha iniziato a farmi molto male. Avevo la sensazione che, qualunque cosa facessi, l’aria non arrivasse”.
    “Ho chiamato subito il fisioterapista, ma non riuscivo a dire una parola. Ero nel panico, tremavo. Mi era impossibile ricordare dove fossi, impossibile dire che giorno fosse. Il mio corpo mi ha mandato un segnale, il segnale di fermarmi immediatamente. Sono ancora confuso per quanto accaduto oggi e non ho ricordi molto chiari”.
    Dopo una stagione già segnata da un infortunio al piede che lo aveva costretto a saltare lo US Open, Atmane deve fare nuovamente i conti con uno stop forzato. “Lo stress termico che ho affrontato avrebbe potuto avere conseguenze ben peggiori… È arrivato il momento di prendermi una pausa prima degli ultimi tornei della stagione”.
    Davvero un peccato per il francese, una delle rivelazioni della stagione con la sua sorprendente semifinale raggiunta a Cincinnati che l’ha issato all’attuale n.61 nel ranking mondiale. Auguriamo a Terence un pronto recupero.
    Mario Cecchi LEGGI TUTTO

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    Errani e Paolini in semifinale a Pechino senza giocare: azzurre sempre più leader della Race WTA

    Sara Errani e Jasmine Paolini nella foto – Foto Getty Images

    Un colpo di fortuna al WTA 1000 di Pechino, la coppia formata dalla tedesca Laura Siegemund e dalla russa Kamilla Rakhimova ha annunciato il proprio ritiro dal torneo subito dopo la vittoria negli ottavi di finale di doppio. Una decisione inattesa che ha spalancato la strada a Sara Errani e Jasmine Paolini, qualificate direttamente alle semifinali senza dover affrontare i quarti di finale.
    Per le due azzurre si tratta di un vantaggio significativo in un momento cruciale della stagione: senza scendere in campo, conservano energie preziose e allo stesso tempo consolidano il primo posto nella Race WTA, la classifica che determina le coppie qualificate alle Finals di fine anno.
    Dal punto di vista del ranking, invece, non ci saranno miglioramenti immediati: Errani e Paolini avevano già conquistato il titolo a Pechino nel 2024, e di conseguenza il loro attuale quinto posto a pari merito resta invariato.In semifinale, le azzurre affronteranno la vincente del confronto tra Mihalikova/Nicholls e la coppia Hsieh/Ostapenko [4], avversarie di grande esperienza e solidità.Un segnale, però, chiaro e positivo: la coppia italiana continua a confermarsi come una delle più solide e competitive del circuito, con la possibilità concreta di chiudere la stagione tra le protagoniste assolute del doppio femminile.
    Marco Rossi LEGGI TUTTO

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    Darren Cahill fa 60. Auguri al più grande ammiraglio del tennis moderno

    Darren Cahill

    Tanti, tantissimi auguri Darren Cahill! Il 2 ottobre 2025 l’australiano soffia 60 candeline sulla torta, lo farà attorniato dalla sua famiglia con un occhio a quel che succede a Shanghai, dove il suo pupillo Jannik Sinner è appena sbarcato per continuare la cavalcata vincente iniziata a Pechino in quest’autunno così impegnativo e ricco di sfide. Cahill è un personaggio unico e straordinario nel nostro piccolo mondo, dal 2022 felicemente entrato nel team del nostro Jannik Sinner a fianco di Simone Vagnozzi, ma guai a bollarlo come allenatore, o coach. Darren è qualcosa di diverso, è più un mentore, una guida sicura nella vita più che in campo perché in quel maledetto campo porti la tua vita con il sole e tutte le ombre, e solo sapendo affrontare i tuoi demoni, guardandoli in faccia e sfidandoli a testa alta puoi batterli e dare il tuo meglio in partita. Mi piace definirlo come il più grande Ammiraglio del tennis moderno, colui che dopo aver navigato tutti i mari della disciplina da giocatore e aver vissuto sulla propria pelle la gioia della vittoria e il dolore di sconfitte e infortuni, ha maturato un’esperienza così grande, un vissuto così profondo da riuscire a trasmetterlo ai suoi giocatori con un’empatia fuori dal comune. Chiunque ha conosciuto Cahill ne è uscito arricchito, diverso. Ogni tennista passato sotto la sua ala ha vinto, ha svoltato verso un futuro migliore.
    Migliorare è il “mantra” di Jannik, la parola più usata nel suo quotidiano, quella che pensa appena sveglio e anima la sua giornata; Darren ha elevato questo pensiero ad arte, donando sfumature diverse e più interessanti. Un esempio? Cahill è quello che spinge Jannik a provare tantissime attività extra tennistiche, perché correndo sul kart, andando in bici o solo passando tre ore alla sera montando pezzi di un kit Lego si ha una percezione diversa del mondo, di quel che si ha intorno, e anche di se stesso. Si stacca la spina dallo stress della disciplina, un tritacarne micidiale che ti spacca in quattro se non riesci a gestirlo con serena lucidità, e si riesce così a trovare un’armonia e sicurezza interiore che solo di racchette e impatti a tutta velocità non puoi trovare. Cahill alla fine non parla mica tanto, ma ascolta tantissimo e osserva. E trasmette. Parla quando è necessario farlo, e tocca i tasti più profondi di Sinner, riuscendo a dargli qualcosa di unico. È una benedizione che sia entrato nel team del nostro campione, è stato decisivo insieme a Vagnozzi a farlo maturare come uomo e concretizzare in partita i miglioramenti studiati e imparati in allenamento. È colui che ha preso di petto la terribile situazione del caso Clostebol ed è stato porto sicuro per Jannik e per tutti gli altri. Non è un caso che proprio Cahill è stato il primo a parlare alla tv negli Stati Uniti nell’agosto del 2024, appena prima di US Open, per far sentire la voce interna al team. Anche in quel momento sportivamente drammatico, la pacatezza, parole sicure e nette di Darren sono state fondamentali.
    Per raccontare qualcosa in più di Darren Cahill, riporto un passaggio a lui dedicato del libro “Jannik Sinner, Una Straordinaria Normalità”, pubblicato nel luglio 2024, dove riporto anche una piccola esperienza personale vissuta con Cahiil a Roland Garros. Pochi minuti, che mi hanno segnato in modo indelebile e custodisco gelosamente come una gemma scintillante.
    “Darren Cahill è molto più di un classico “super coach” per Jannik Sinner. È il collante di tutto il team per carisma e attitudine, persona attenta al dettaglio che conosce la vittoria e l’altissimo livello, vissuto sia da professionista che da coach. È una sorta di Re Mida, tutto quel che tocca diventa oro perché è bravo nello scegliere i cavalli giusti ed è perfetto nel fornire loro gli input necessari a tirar fuori il meglio e superarsi. L’australiano è stato un buonissimo professionista, ha raggiunto il numero 22 nella classifica in singolare con un tennis d’attacco figlio della scuola aussie, quella che predicava “chi arriva ultimo a rete paga da bere a tutti”. Il suo miglior risultato in uno Slam è stata la semifinale agli US Open del 1988, dove sconfisse Boris Becker e Aaron Krickstein prima di cedere al futuro campione Mats Wilander, quasi imbattibile in quel suo anno di gloria. A vederlo così pacato e riflessivo, con quello sguardo profondo e modi affabili, non penseresti mai che il suo storico soprannome sia “Killer”. Così lo racconta: «Quando avevo quindici o sedici anni, ero il ragazzo più piccolo della mia classe ma ero già un giocatore di tennis piuttosto bravo, e poiché battevo i ragazzi più alti e grandi di me mi fu affibbiato il soprannome di “Little Killer”. Quel nomignolo mi è rimasto addosso, poi senza “piccolo”, perché in un anno, quando ne avevo diciassette, sono cresciuto di circa venti centimetri, e tanto piccolo non ero più…». Classico humor in stile british, come i suoi modi garbati ed eleganti nell’esprimere concetti e opinioni.
    È il classico personaggio che lo guardi e ti attira, non ti lascia indifferente. È magnetico, trasmette energia e positività con calma e toni rassicuranti, ma trasuda anche carica oltre ad assoluta competenza. Ha guidato svariati campioni, gente con carattere forte, riuscendo a farsi ascoltare da ciascuno di loro e lasciando un segno indelebile. Tutti coloro che hanno avuto il privilegio di condividere con Darren il campo di allenamento e ascoltare le sue idee hanno migliorato il proprio tennis e la propria vita. È un vincente per natura, forte di una profonda conoscenza del gioco e dell’animo umano. Ha un carisma calmo, riesce con poche e mirate parole a toccare le corde dentro ai suoi assistiti, stimolarli nel profondo del proprio ego e aiutarli a vincere paure e incertezze. È una guida salda, una sorta di zio che ha girato il mondo e che riesce a trasmetterti non solo esperienze ma soprattutto nuove prospettive, facendoti vedere cose che non coglievi, aprendo il futuro a scenari differenti. Una persona posata ma tutt’altro che passiva, capace come pochi altri di leggere le situazioni di gioco e le dinamiche umane dell’atleta, analizzando con metodo e visione lo status quo e portando la sua sapienza al giocatore, affinché abbatta quelli che reputa essere i propri limiti. Cahill ha elevato grandi potenziali a campioni, e campioni a fuoriclasse.
    «Il nostro compito è continuare a spingerlo. È appena l’inizio della stagione, l’anno è ancora lungo ed è giusto ora godersi questo momento», afferma Darren subito dopo la vittoria agli Australian Open 2024, «ma quando torneremo su di un campo da tennis ci assicureremo di provare a fargli mantenere questo giusto atteggiamento, che è quel che serve per continuare a vincere». In queste poche parole è espresso alla perfezione il verbo dell’australiano: motivazione, autostima, positività e attitudine al miglioramento continuo. Le chiavi del successo, da raggiungere con un lavoro di squadra, serenità, programmazione e attitudine alla condivisione. «Affinché due allenatori lavorino bene insieme è necessario, prima di tutto, che siano disposti a collaborare, a inserire delle regole e a sostenersi a vicenda. E così è stato. Simone è la prima voce, il “main coach”, ed è per me un onore lavorare al suo fianco. Credo che tra venti o trent’anni ne parleremo come di uno dei migliori coach del circuito» racconta Cahill al «Corriere dello Sport». «Il 2022 è stato un anno di insegnamenti, seppur buono sotto il profilo dei risultati. Credo che Vagnozzi sia stata per Jannik manna dal cielo, perché tecnicamente è uno dei coach più preparati che abbia mai conosciuto. Il mio compito, avendo tanta esperienza nel circuito, è stato più quello di capire quale fosse la giusta direzione da intraprendere per il team ed essere sicuro che tutti la seguissero. Il mio ruolo riguarda più l’esperienza e come aiutarlo mentalmente in questi grandi momenti, e assicurarci che stiamo lavorando sulle cose giuste che alla fine lo porteranno dove vogliamo essere».
    Cahill ha vissuto la prima grande esperienza da coach prendendo un giovanissimo Lleyton Hewitt, esaltandone colpi difensivi e smussandone gli spigoli più acuti, portandolo al numero uno della classifica mondiale – allora il più giovane a riuscirci – e vincere due Slam. In seguito ha allenato Andre Agassi, portando logica e ordine al tennis spumeggiante ma spesso tatticamente poco flessibile dell’americano, che con lui visse anni straordinari e tornò in vetta alla classifica mondiale. Cahill entrò nell’Adidas Player Development Program dopo il ritiro di Agassi nel 2006, collaborando allo sviluppo di diversi talenti, tra cui Andy Murray, Ana Ivanovic, Fernando Verdasco, Daniela Hantuchova e Sorana Cirstea. Da questo programma è iniziata la sua collaborazione con Simona Halep, di cui è diventato coach principale alzando a dismisura il livello della rumena, portandola a vincere Roland Garros nel 2018 e in vetta al ranking WTA. Dopo qualche mese insieme all’americana Amanda Anisimova, nel giugno del 2022 ha affiancato Vagnozzi nel team Sinner. Riporto con piacere un aneddoto personale di Darren, che ho avuto il piacere di conoscere a Roland Garros 2010.

    È una giornata uggiosa al Bois de Boulogne, ma ricchissima di partite interessanti. Una di queste, cerchiata in rosso sul mio schedule cartaceo, è il secondo turno tra Fernando Gonzalez e Alexandr Dolgopolov. Due che più diversi non potrebbero essere, lontani in tutto, a creare un match potenzialmente esplosivo, visto il totale contrasto di stile tra la potenza bruta del cileno e i tocchi effimeri ed estemporanei dell’ucraino. In un campo 2 (purtroppo oggi abbattuto) strapieno, la partita la vince il “Dolgo” con una serie incredibile di tagli e tocchi, discese a rete in contro tempo e smorzate che fanno venire il mal di testa al cileno, tramortito in tre set. Per chi ama un tennis più pennellato che martellato è una goduria per gli occhi. La partita fila via rapida, c’è tempo prima del mio prossimo match, così mi soffermo sull’attiguo campo 3, dove la piccola tribuna dei giornalisti è di fatto la stessa riservata allo staff dei giocatori. Siamo nel corso del primo set tra Daniela Hantuchova e Yanina Wickmayer, altro match di discreto interesse, e non solo per l’avvenenza della slovacca. Resto sorpreso da come Daniela, tennista molto precisa ma non potente, riesce a colpire la palla con grande anticipo, spolverando letteralmente le righe col rovescio, sia cross che lungo linea. La belga ha due gambe fantastiche, si difende con vigore ma contro la progressione geometrica della rivale a tratti niente può. Dopo l’ennesima accelerazione vincente di Hantuchova, mi lascio scappare un «come le esce bene la palla dalle corde» in inglese. La persona seduta appena davanti a me si gira, mi guarda e mi dice: «È quello che le sto dicendo, continua a lasciar correre i colpi, sei perfetta quando colpisci». Con grande stupore, sotto quel cappellino da pescatore di color bruno non c’è uno spettatore qualsiasi o un collega di qualche testata accorsa a Parigi, ma Mr. Darren Cahill, che a Roland Garros segue anche Daniela. Approfitto della sua gentilezza estrema al cambio di campo per un paio di considerazioni su Hantuchova, le condizioni del campo e qualcos’altro ancora. Il gioco riprende, Cahill segue con attenzione il gioco e la sua assistita. Esco dal campo, ma qualche ora dopo, con Hantuchova uscita vittoriosa, ritrovo Cahill nella zona mista del Centrale, dove i giocatori arrivano per le interviste. Mi riconosce, ci salutiamo con altre due chiacchiere di grande cordialità sul tennis in generale. Se ne va insieme a lei, osservando Roger Federer che arriva troneggiando nel salone. Di questi pochi minuti condivisi con il coach custodisco gelosamente la sua viscerale passione per il gioco e anche la disponibilità a condividerla con un perfetto sconosciuto altrettanto innamorato del tennis come il sottoscritto”.
    Buoni 60, caro Darren! Che gli Dei del tennis custodiscano intatta la sua passione, visione e guida, per tantissime nuove avventure da vivere (e vincere) insieme.
    Marco Mazzoni LEGGI TUTTO

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    Rovereto sogna in Grant(e)

    Tyra Caterina Grant ITA, 12.03.2008

    Il direttore Luca Stoppini sogna la giovane stella Tyra Grant come wild card ai Rovereto Open: “Ha 17 anni, ma gioca già da grande. Sarebbe il regalo perfetto per il pubblico italiano.”Dal 19 al 26 ottobre il Palabaldresca di Rovereto si trasforma nel cuore pulsante del tennis internazionale. Stoppini, ex promessa mancata e oggi direttore dei Rovereto Open, porta un WTA 125 da 115.000 dollari nel cuore del Trentino. La tensione? No, è adrenalina pura.Chi lo conosceva da ragazzo diceva che aveva il braccio. Ma nel tennis moderno, il braccio è solo il biglietto d’ingresso. Poi servono le gambe, la testa, la fame. Luca Stoppini ha lasciato il tennis da giocatore a 23 anni, quando il ranking ATP lo collocava oltre l’orizzonte – numero 1.236, un punto di domanda più che un punto fermo. Ma ha fatto in tempo a capire che il tennis era più di un mestiere: era casa.A 24 anni era già maestro. Prima Trento, poi Rovereto. E oggi, a 41 anni, è il direttore dei Rovereto Open, un WTA 125 con 115.000 dollari di montepremi. Un torneo che, a detta sua, non è solo un colpo di fortuna: è “una costruzione concreta”: “Più che nervosismo, c’è entusiasmo. Stiamo limando i dettagli. Ma siamo pronti. È un evento grande, molto grande.”
    Stoppini parla con precisione. Non c’è la frenesia da showman né il freddo da burocrate. C’è una calma tecnica, una sicurezza forgiata in ore e ore di campo e riunioni, tra racchette e fogli Excel. “Cosa rende i Rovereto Open diversi? Siamo uno degli ultimi tornei dell’anno. Tanti punti in palio. E le giocatrici italiane, come Nuria Brancaccio e Lucrezia Stefanini, hanno fame. Vogliono l’Australian Open. Qui si decidono le loro sorti.”Il torneo si gioca al Palabaldresca, una struttura che Stoppini difende come un fortino: “È uno dei palazzetti più belli d’Italia. Il pubblico è vicinissimo al campo. Il contatto con le giocatrici è diretto. E i nuovi camp hanno una velocità media che favorisce lo spettacolo: scambi lunghi, ma allo stesso tempo una palla che viaggia veloce.”I nomi sono di peso: Heather Watson, Anna-Lena Friedsam, Darja Semenistaja. Ma Stoppini lo dice chiaro: “Facciamo il tifo per le nostre”. E alla domanda più calda – la wild card dei sogni che la federazione potrebbe regalare – non ha dubbi: “Tyra Grant. Ha 17 anni ed è già una stella. Era con Paolini ed Errani nella squadra che ha appena vinto la Billie Jean King Cup. Sarebbe la ciliegina sulla torta.”E siccome anche l’occhio vuole la sua parte, le Night Sessions promettono scintille. “Iniziamo alle ore 20, tranne il giovedì: si parte già alle 18.30. Poi, festa sulla terrazza del club von la Players Party. Atmosfera speciale, tennis e musica.”Dietro il torneo c’è un lavoro ciclopico. Solo quattro mesi per rimettere in moto una macchina ereditata dal vecchio direttivo. Una sfida che Stoppini e il suo staff hanno accettato di petto. “Vogliamo che questo torneo diventi una tradizione. Che entri nel DNA di Rovereto, che è già città sportiva. Quest’anno è stata una corsa. Ma ce l’abbiamo fatta.” E il sogno per la finale? Non esita: “Tribune piene. Un’italiana in campo. Tre set tirati. E il pubblico col fiato sospeso. Per i ragazzi del club, per i soci, per i volontari. Questo è il nostro Slam.“
    ROVERETO OPEN – ENTRY LIST DARJA SEMENISTAJA (LAT/WTA #104), OKSANA SELEKHMETEVA (#125), LUCREZIA STEFANINI (ITA/#149), NURIA BRANCACCIO (ITA, #153), MARIA TIMOFEEVA (#161), SOFIA COSTOULAS (BEL, #165), LOLA RADIVOJEVIC (SRB, #168), CELINE NAEF (SUI, #170), JANA FETT (CRO, #171), ANNA-LENA FRIEDSAM (GER/#180), DARIA SNIGUR (UKR/#184), LINDA KLIMOVICOVA (POL/#188), BARBORA PALICOVA (CZE/#189), GABRIELA KNUTSON (CZE/#193), LINA GJORCHESKA (MKD/#198), HEATHER WATSON (GBR/#203), SILVIA AMBROSIO (ITA/#204), ANDREA LAZARO GARCIA (ESP/#214), SUSAN BANDECCHI (SUI/#228), CAROL YOUNG SUH LEE (USA/#230), ANGELA FITA BOLUDA (ESP/#235), JULE NIEMEIER (GER/#236), AMARISSA TOTH (HUN/# 237)
    COS’È UN WTA 125 – I WTA 125 sono tornei del calendario del circuito maggiore femminile, validi per il ranking mondiale. La denominazione nasce dal numero di punti WTA in palio per la vincitrice, appunto 125. Nata nel 2012, la categoria ha superato nel 2025 quota 50 tornei in una sola stagione, sparsi in oltre 20 nazioni e cinque continenti diversi, arrivando a distribuire complessivamente oltre 6 milioni di dollari. Il montepremi di ciascun appuntamento è di 115.000 dollari. L’Italia è fra le nazioni leader al mondo nell’organizzazione di tornei di categoria: quello di Rovereto sarà l`ottavo e ultimo del 2025. Nelle prime due giornate del torneo sono previste le qualificazioni, con 16 partecipanti in gara per contendersi gli ultimi 4 posti disponibili per il tabellone principale a 32 giocatrici, al via lunedì. Previsto anche un tabellone di doppio, con 16 coppie in gara. LEGGI TUTTO

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    Shanghai, Sinner cauto: “Condizioni nuove, ma pronto a dare il massimo”

    Jannik Sinner nella foto – Foto Getty Images

    Dopo il trionfo al China Open di Pechino, Jannik Sinner è già arrivato a Shanghai, dove difenderà il titolo conquistato lo scorso anno. In conferenza stampa, l’azzurro ha parlato della sua condizione fisica, delle differenze tra i due tornei e delle sfide che lo attendono in questo Masters 1000.
    “È bellissimo essere tornato qui – ha esordito Sinner –. Questo è un torneo speciale, l’ultimo della stagione asiatica. Le condizioni sono molto diverse rispetto a Pechino, avrò solo una sessione di allenamento per adattarmi, quindi sarà difficile soprattutto all’esordio. Ma sono felice di giocare davanti ai tifosi di Shanghai, che mi hanno sempre dato un grande supporto”.
    Il campione altoatesino ha poi commentato i progressi mostrati nelle ultime settimane:“Non sono l’unico a cambiare: ogni giocatore cerca di aggiustare qualcosa nel proprio gioco. Noi abbiamo lavorato su alcuni colpi, alcuni sono migliorati, altri vanno ancora perfezionati. L’importante è avere tanti match per mettere in pratica ciò che stiamo provando. In generale, siamo contenti del lavoro fatto”.
    Sulla questione del calendario, più volte criticato da altri colleghi, Sinner ha mantenuto una linea equilibrata:“Il calendario è quello che è. Io non voglio criticare, ognuno fa le proprie scelte. L’anno scorso ho saltato alcuni tornei e penso sia stata la decisione giusta. Sta a noi capire le priorità: se vuoi giocare, giochi, altrimenti ti fermi e ti alleni. Io cerco sempre di scegliere ciò che è meglio per il mio corpo e la mia mente”.
    Un dato che ha colpito a Pechino riguarda la sua capacità di gestire i momenti delicati: 21 break point salvati su 26 nell’arco del torneo. “Non penso mai a queste statistiche durante il match – ha spiegato –. Cerco soltanto di fare la scelta giusta in quel momento. A volte funziona, altre no, ma l’importante è accettare anche l’errore e continuare a spingere”.
    Infine, una battuta sulle sue condizioni fisiche, dopo i piccoli problemi di stomaco accusati in settimana:“Sto bene, ero pronto già per la finale di Pechino e lo sono anche adesso. Qui però è più umido e caldo, vedremo come reagirà il mio corpo. Oggi mi riposerò, da domani penserò al debutto. I primi turni non sono mai facili, ma spero di mostrare un buon tennis”.
    Sinner è pronto dunque a difendere il trono di Shanghai, con la consapevolezza di avere addosso gli occhi del torneo e la fiducia di chi ha appena conquistato il suo ventunesimo titolo in carriera.
    Francesco Paolo Villarico LEGGI TUTTO

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    Shanghai Masters 2025: Djokovic-Cilic illumina il super venerdì di tennis. In campo tre azzurri. Sinner giocherà sabato

    Flavio Cobolli ITA, 2002.05.06 – Foto Getty Images

    Si avvicina il fine settimana e a Shanghai sale l’attesa per una giornata che promette scintille. Il Masters 1000 cinese entra nel vivo e il programma di venerdì 3 ottobre è di quelli che fanno venire voglia di non staccarsi dallo schermo.Il grande richiamo è senza dubbio la sfida di primo turno tra Novak Djokovic e Marin Cilic, un vero e proprio derby balcanico tra due campioni che si conoscono alla perfezione. Il serbo, al rientro dopo lo stop post US Open, trova subito un ostacolo insidioso: il 37enne croato, che ha superato all’esordio Basilashvili, è un avversario esperto e capace di creare difficoltà.
    Ma la giornata non si esaurisce certo qui. Riflettori puntati anche sul ritorno in campo di Ben Shelton, assente per alcune settimane a causa di problemi fisici e pronto a ritrovare ritmo e fiducia. In chiusura toccherà invece a Taylor Fritz, ormai punto fermo del tennis statunitense, che avrà il compito di confermare il suo status da big.Ci sarà spazio pure per altri protagonisti di spessore: Frances Tiafoe, sempre spettacolare e imprevedibile; Casper Ruud, in cerca di continuità dopo segnali positivi a Tokyo; e Holger Rune, talento esplosivo atteso a una prova di maturità.
    Il tennis italiano avrà gli occhi su Flavio Cobolli, Luca Nardi e Mattia Bellucci. Jannik Sinner scenderà in campo sabato contro Daniel Altmaier.

    Stadium Court – ore 06:30🇺🇸 Ben Shelton vs 🇧🇪 David Goffin🇦🇷 Sebastian Baez vs 🇩🇰 Holger Rune🇭🇷 Marin Cilic vs 🇷🇸 Novak Djokovic (Non prima 12:30)🇺🇸 Taylor Fritz vs 🇭🇺 Fabian Marozsan
    Grandstand 2 – ore 06:30🇺🇸 Frances Tiafoe vs 🇩🇪 Yannick Hanfmann🇺🇸 Learner Tien vs 🇷🇸 Miomir Kecmanovic🇨🇳 Juncheng Shang / 🇨🇳 Zhizhen Zhang vs 🇫🇷 Corentin Moutet / 🇫🇷 Alexandre Muller🇧🇪 Zizou Bergs vs 🇳🇴 Casper Ruud
    Show Court 3 – ore 06:30❓ vs 🇨🇦 Gabriel Diallo🇦🇷 Francisco Cerundolo vs 🇫🇷 Adrian Mannarino🇧🇷 Marcelo Melo / 🇩🇪 Alexander Zverev vs 🇨🇳 Yunchaokete Bu / 🇹🇼 Ray Ho🇰🇿 Alexander Bublik vs 🇲🇨 Valentin Vacherot
    Court 4 – ore 06:30🇬🇧 Neal Skupski / 🇦🇺 John-Patrick Smith vs 🇨🇦 Felix Auger-Aliassime / 🇳🇱 Robin Haase🇨🇿 Adam Pavlasek / 🇧🇷 Fernando Romboli vs 🇷🇺 Karen Khachanov / 🇷🇺 Andrey Rublev🇮🇹 Luca Nardi vs 🇫🇷 Giovanni Mpetshi Perricard🇪🇸 Jaume Munar vs 🇮🇹 Flavio Cobolli
    Court 7 – ore 06:30🇸🇻 Marcelo Arevalo / 🇭🇷 Mate Pavic vs 🇩🇪 Daniel Altmaier / 🇦🇷 Camilo Ugo Carabelli🇫🇷 Ugo Humbert vs 🇦🇺 Jordan Thompson🇮🇹 Mattia Bellucci vs 🇨🇿 Tomas Machac🇳🇱 Tallon Griekspoor vs ❓
    Court 6 – ore 06:30🇸🇪 Andre Goransson / 🇺🇸 Alex Michelsen vs 🇵🇹 Francisco Cabral / 🇦🇹 Lucas Miedler🇦🇷 Maximo Gonzalez / 🇦🇷 Andres Molteni vs 🇲🇽 Santiago Gonzalez / 🇳🇱 David Pel🇨🇦 Gabriel Diallo / 🇺🇸 Brandon Nakashima vs 🇺🇸 Christian Harrison / 🇺🇸 Evan King LEGGI TUTTO

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    Djokovic, il segreto della longevità è il servizio: il serbo tra i migliori battitori del 2025

    Novak Djokovic classe 1987, n.5 del mondo – Foto Getty Images

    Per anni Novak Djokovic è stato universalmente considerato il miglior ribattitore della storia del tennis. Tuttavia, ciò che continua a mantenerlo ai vertici assoluti del circuito a 38 anni non è soltanto la sua leggendaria capacità in risposta, ma un’arma che negli anni ha perfezionato fino a trasformarla in un punto di forza decisivo: il servizio.Secondo un’analisi di Infosys ATP Beyond The Numbers, il serbo sta vivendo nel 2025 una delle sue migliori stagioni al servizio, con percentuali che superano la media della sua carriera e che lo collocano tra i migliori in assoluto del circuito.
    Le statistiche del servizio di Djokovic nel 2025Game di servizio vinti: 88.3% (media carriera: 86.1%)Percentuale di prime in campo: 66.6% (media carriera: 64.9%)Punti vinti con la prima: 76.4% (media carriera: 74.2%)Punti vinti con la seconda: 55.3% (media carriera: 55.5%)
    Si tratta di numeri straordinari: Djokovic ha vinto più game di servizio quest’anno che in quasi tutte le altre stagioni della sua carriera, eccetto il 2015 (89.5%) e il 2023 (88.4%). Nel 2025 è quarto assoluto nel Tour per percentuale di game di servizio vinti, dietro soltanto a Jannik Sinner (91.3%), Taylor Fritz (90%) e Reilly Opelka (88.7%).
    Il servizio come nuova armaNon è solo una questione di solidità: Djokovic sta servendo più prime, con maggiore efficacia, e soprattutto produce più punti diretti. Se nel corso della carriera ha mantenuto una media di 5.5 ace a partita, nel 2025 viaggia a 8.4 ace di media.Il dato forse più sorprendente è che tre delle sei migliori stagioni della sua carriera al servizio (per percentuale di game vinti) sono arrivate dal 2022 in poi, a conferma di una crescita costante anche in età avanzata.
    Le migliori stagioni al servizio di Djokovic2015: 89.5% | record 82-62023: 88.4% | record 56-72025: 88.3% | record 31-102013: 88% | record 74-92014 e 2022: 87.7% | record 61-8, 42-7
    La combinazione servizio-rispostaDjokovic rimane uno dei migliori ribattitori in assoluto — dal 2010 al 2021 è sempre stato nella top 3 ATP per game di risposta vinti — ma la vera chiave oggi è la combinazione tra servizio e gioco da fondo. Lo ha spiegato bene Taylor Fritz, battuto dal serbo nei quarti di finale dell’ultimo US Open:“Quello che rende difficile affrontarlo è che serve bene, anche aggressivo sulla seconda. È dura approfittare del suo servizio, perché lo abbina a una delle migliori risposte del circuito e a una solidità da fondo incredibile. Serve e subito dopo ti mette pressione negli scambi.”
    Un Djokovic sempre più completoSe un tempo il marchio di fabbrica di Djokovic era il dominio in risposta, oggi è il servizio a brillare: nel 2023 è stato secondo nell’ATP Tour per game di servizio vinti (contro il quinto posto in risposta), mentre nel 2025 è addirittura sesto posti più in alto al servizio rispetto alla risposta.La trasformazione è evidente: il Djokovic ribattitore resta una leggenda, ma è il Djokovic battitore a prolungarne la carriera ai massimi livelli.
    Marco Rossi LEGGI TUTTO