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    Hamilton vende la sua casa da sogno (mai abitata) per 43 milioni di euro

    Un appartamento da circa 43 milioni di euro in cui hanno vissuto star come Justin Timberlake, Harry Styles, Jake Gyllenhaal e che poi è arrivato a Lewis Hamilton. Ma la lussuosa abitazione a Tribeca, quartiere della parte sud del distretto di Manhattan, a New York non ha mai convinto fino in fondo il pilota Mercedes che non è mai andato ad abitare. E ora è arrivata la notizia della vendita.
    Piscina e cucina da chef
    Hamilton possiede anche un altro attico a New York, oltre a una villa da circa 20 milioni di euro a Londra. Forse è per questo che non aveva mai portato le sue cose nella seconda casa della Grande Mela, nonostante si tratti di un’abitazione decisamente fuori dal comune per dimensioni e lussi al suo interno. Qualche esempio? Sono tre piani, compresa un’enorme terrazza vetrata, per un totale di oltre 2.700 mq. Al suo interno ben cinque camere da letto, sei bagni (più due di servizio), ma soprattutto qui troviamo una piscina privata, una biblioteca e addirittura una cucina professionale che farebbe invidia ai più grandi chef. I tre piani possono essere raggiunti attraverso un ascensore interno e privato. Con tutti questi optional, la cifra di vendita iniziale era di quasi 43 milioni di sterline, cioè circa 48 milioni di euro, ma si è poi scesi a 43 milioni di euro per chiudere l’affare. Chi l’ha acquistata? Il compratore è rimasto anonimo e al suo posto ha gestito l’acquisto una società di Seattle. Speriamo solo che il nuovo proprietario sappia sfruttare al meglio tutto quello che questo strabiliante appartamento ha da offrire.
    Hamilton, dallo yacht di lusso alla super Pagani Zonda: ma quali auto elettriche a Monte Carlo! LEGGI TUTTO

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    Stellantis e la guida assistita di Livello 3: obiettivo 2024

    Dal software day di Stellantis sono emersi dettagli importanti sul futuro e i piani del Gruppo, in cui si parla di un business in grado di generare 20 miliardi di ricavi. Ma arrivano anche ulteriori particolari su STLA Brain, la nuova “mente elettrica”, che può essere costantemente e regolarmente aggiornata grazie allo scambio dati, e su STLA Auto Drive che sfruttando gli aggiornamenti nel ciclo vitale dei futuri modelli del Gruppo Stellantis permetterà di introdurre un’automazione della guida fino al Livello 3. Ed ecco qualche anticipazione sulle tempistiche dell’arrivo degli Adas sulle auto di Stellantis.
    Algoritmi di intelligenza artificiale
    Sarà a partire dal 2024 che accoglieremo i modelli dotati di Adas di Livello 3. Un percorso affrontato insieme a BMW, dando seguito ai precedenti accordi del 2017, quando ancora le entità PSA e FCA erano separate ma Fiat Chrysler sottoscriveva progetti di intesa con il Gruppo tedesco.
    Toccherà ovviamente sui marchi premium che arriverà per prima la tecnologia di Livello 3, modelli di casa Alfa Romeo, ad esempio. Grazie allo sviluppo over-the-air dell’architettura elettrica-elettronica STLA Brain si potranno integrare funzioni e servizi superando la strettissima relazione hardware-software. Grazie agli algoritmi di intelligenza artificiale si andranno ad evolvere gli Adas, dal Livello 2 al Livello 2+, avanzato nell’assistenza garantita dall’elettronica ma sempre con l’obbligo assoluto del guidatore di tenere le mani sul volante.
    Uno scenario diverso con il Livello 3, della guida assistita senza mani sul volante, in condizioni specifiche, di traffico e su determinate arterie stradali. Tutto con l’interrogativo delle normative, di ciò che sarà possibile attuare e in quali mercati.
    Come già sottolineato proprio in casa BMW, il tema non è più di capacità tecnologiche circa l’attuazione della guida assistita di Livello 3, quanto del quadro normativo.
    Stellantis, la prima Tower Multifunction di Solerzia sorge a Torino LEGGI TUTTO

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    MotoGp, Dall'Igna: “Preoccupati dalla rottura con Dovizioso e Petrucci, ma poi è andato tutto bene”

    ROMA – Gigi Dall’Igna, dopo la conquista del mondiale costruttori di MotoGp, ripercorre le tappe di una stagione iniziata con qualche mugugno per gli addii di Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci ma chiusa in trionfo:”Siamo stati criticati dopo la rottura con i nostri due piloti, ma alla fine è andata bene, nonostante anche noi fossimo preoccupati. All’inizio della stagione non avevamo le idee chiare sul nostro potenziale: è normale avere dei dubbi, ma bisogna mantenere il controllo per guidare bene la squadra”, le parole di Dall’Igna a Speedweek.com
    Due piloti, un’unica soluzione
    Dall’Igna, per giocarsi il mondiale 2021, ha scelto Francesco ‘Pecco’ Bagnaia e Jack Miller, che non hanno fatto rimpiangere i piloti dello scorso anno, portando la Ducati di nuovo al trionfo, ricevendo il plauso anche del Presidente della Repubblica, che ha ricevuto la delegazione Ducati al Quirinale. Specchio di una scuderia che fa del lavoro di squadra il proprio forte, a prescindere dai singoli piloti, aspetto sottolineato anche da Dall’igna stesso: “Il mio credo è non seguire un solo pilota. Mi affido a numeri e statistiche. Così, quando vai a risolvere un problema, non lo risolvi per uno ma lo fai per tutti”. Ducati ora si gode la pausa invernale, con uno sguardo però alle aspettative create dai trionfi di Bagnaia, che punterà al titolo piloti di Fabio Quartararo. LEGGI TUTTO

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    MotoGp, Dall'Igna: “Ducati criticata a inizio stagione, ma alla fine è andata bene”

    ROMA – Dopo aver conquistato il mondiale costruttori in MotoGP e dopo aver ricevuto il plauso da Sergio Mattarella al Quirinale, Gigi Dall’Igna ripercorre le tappe di un 2021 iniziato con qualche polemica per gli addii di Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci ma chiusa con l’ennesimo trionfo. “Siamo stati criticati dopo la rottura con i nostri due piloti, ma alla fine è andata bene, nonostante anche noi fossimo preoccupati. All’inizio della stagione non avevamo le idee chiare sul nostro potenziale: è normale avere dei dubbi, ma bisogna mantenere il controllo per guidare bene la squadra”, le parole di Dall’Igna a Speedweek.com
    Una soluzione per tutti
    Dall’Igna, per giocarsi il mondiale 2021, ha scelto Francesco ‘Pecco’ Bagnaia e Jack Miller, che non hanno fatto rimpiangere i piloti dello scorso anno, portando la Ducati di nuovo al trionfo. Specchio di una scuderia che fa del lavoro di squadra il proprio forte, a prescindere dai singoli piloti, aspetto sottolineato anche da Dall’igna stesso: “Il mio credo è non seguire un solo pilota. Mi affido a numeri e statistiche. Così, quando vai a risolvere un problema, non lo risolvi per uno ma lo fai per tutti”. Ducati è pronta a godersi il periodo di pausa tornando ancora più forte nel 2022 quando, con Bagnaia in testa, cercherà di conquistare anche il titolo piloti. LEGGI TUTTO

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    MotoGp, Espargaro sul rinnovo: “Sto invecchiando, devo ancora parlare con l'Aprilia”

    ROMA – Anche un campione come Aleix Espargaro deve fare i conti con il più temibile degli avversari: il tempo. Con la carta d’identità, che per lui segna 32 anni, il pilota dell’Aprilia deve ancora decidere per quante stagioni rinnovare. Intanto però nel 2021 ha agguantato il primo podio con l’Aprilia in occasione del GP di Silverstone. “Sono motivato e ho fisico e mentalità per poter correre – ha confessato a The Race – ma devo ancora decidere se firmare per un anno o due. Sto invecchiando, ma c’è ancora tempo per essere in sella a una moto. Deciderò dopo le prime gare del 2022”.
    Il suo futuro in Aprilia
    Il pilota spagnolo ha concluso quest’annata di MotoGp in ottava posizione in classifica, a 22 punti da Marc Marquez. Il discorso rinnovo però deve essere ancora intavolato con l’Aprilia, come ha confessato lo stesso Espargaro: “È importante per me sapere quali sono i loro progetti e le loro idee. Non ho parlato molto con il team, ma c’è tutto l’inverno per discutere del mio rinnovo. Questi sono compiti che devono coinvolgere anche i piani alti e si tratta anche di capire quali sono le prospettive per il futuro”. Futuro che vedrà il pilota spagnolo ancora in sella per il 2022, quando i primi mesi del mondiale saranno utili per capire anche l’impatto dei rookie sulla classifica. LEGGI TUTTO

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    MotoGp, Jarvis: “Vinales? Rossi a volte gettava ombra su di lui”

    ROMA – Lin Jarvis, intervistato ai microfoni di “Todocircuito”, è tornato sull’addio anticipato a Maverick Vinales a metà dell’ultima stagione di MotoGp. Il managing director della Yamaha ha raccontato delle aspettative riposte nel pilota spagnolo. “Se potevamo comportarci diversamente nel caso Vinales? Con il senno di poi, potevamo anticipare. Tutto è successo e si è evoluto in modo inaspettato. Quando Maverick ha rinnovato e Rossi era in procinto di andarsene, probabilmente avevamo la squadra più forte in griglia”.
    Il commento di Jarvis
    “Maverick era al quinto anno e normalmente sarebbe cresciuto fino a diventare un leader della squadra, perché veniva subito dopo Rossi – ha aggiunto Jarvis -. Valentino, ovviamente, ha così tanta storia e così tanti legami con la Yamaha che a volte poteva gettare un’ombra sul suo compagno di squadra”. LEGGI TUTTO

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    MotoGp, Jarvis: “Non ci aspettavamo quello che è successo con Vinales”

    ROMA – “Se potevamo comportarci diversamente nel caso Vinales? Con il senno di poi, potevamo anticipare. Tutto è successo e si è evoluto in modo inaspettato. Quando Maverick ha rinnovato e Rossi era in procinto di andarsene, probabilmente avevamo la squadra più forte in griglia”. Queste le parole di Lin Jarvis, ai microfoni di “Todocircuito”, riguardo all’addio anticipato a Maverick Vinales a metà dell’ultima stagione di MotoGp. Il managing director della Yamaha ha raccontato delle aspettative riposte nel pilota spagnolo.
    Le parole di Jarvis
    “Maverick era al quinto anno e normalmente sarebbe cresciuto fino a diventare un leader della squadra, perché veniva subito dopo Rossi – ha aggiunto Jarvis -. Valentino, ovviamente, ha così tanta storia e così tanti legami con la Yamaha che a volte poteva gettare un’ombra sul suo compagno di squadra”. LEGGI TUTTO

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    MotoGp, Espargaro sul rinnovo: “Devo ancora decidere, sto invecchiando”

    ROMA – Aleix Espargaro si ritrova come tanti sportivi alle prese con la carta d’identità, che per lui segna 32 anni. Il pilota dell’Aprilia deve ancora decidere per quante stagioni rinnovare, mentre nel 2021 ha agguantato il primo podio con l’Aprilia in occasione del GP di Silverstone. “Sono motivato e ho fisico e mentalità per poter correre – ha confessato a The Race – ma devo ancora decidere se firmare per un anno o due. Sto invecchiando, ma c’è ancora tempo per essere in sella a una moto e deciderò dopo le prime gare del 2022”.
    Il dialogo con Aprilia
    Il pilota spagnolo ha concluso questa stagione di MotoGp in ottava posizione in classifica, a 22 punti da Marc Marquez. Il discorso rinnovo però deve essere ancora intavolato con l’Aprilia, come ha raccontato lo stesso Espargaro: “È importante per me sapere quali sono i loro progetti e le loro idee. Non ho parlato molto con il team, ma c’è tutto l’inverno per discutere del mio rinnovo. Questi sono compiti che devono coinvolgere anche i piani alti e si tratta anche di capire quali sono le prospettive per il futuro”. LEGGI TUTTO