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    Multa prima della patente: arriva all’esame di teoria… guidando

    Ha parcheggiato l’automobile davanti alla Motorizzazione e si è recata a sostenere l’esame di guida. Un’incongruenza che non è sfuggita alla Polizia Stradale la quale, ferma nel piazzale, ha chiesto spiegazioni alla guidatrice poco furba, immediatamente sanzionata.
    Multata prima di aver preso la patente
    Può sembrare una barzelletta, ma quel che è accaduto a Biella è tutto vero. La città piemontese si rivela ancora teatro di fatti assurdi al volante: dopo la donna che ha distrutto la Maserati del marito infedele ecco quella che va a sostenere l’esame per la patente arrivando alla guida della sua automobile. La quarantenne ha sicuramente stabilito un record per aver ricevuto la sua prima maxi sanzione pochi minuti dopo aver sostenuto l’esame per il foglio rosa. Di origini nigeriane, la donna aveva preso la patente in Africa, documento non convertibile nel nostro Paese. Costretta quindi a sostenere nuovamente gli esami di guida, ha frequentato i corsi e si è iscritta regolarmente alla prima prova d’esame scritta per ottenere il foglio. Arrivata davanti agli uffici della motorizzazione però ha parcheggiato in modo talmente disinvolto da non destare inizialmente nessun sospetto alle Forze dell’Ordine. Solo quando la donna è entrata nell’aula dove avrebbe dovuto sostenere il test, i poliziotti hanno deciso di tenerla sotto controllo. Terminato l’esame la donna è uscita dalla sala contenta di aver ottenuto il foglio rosa, ma la sua euforia è durata ben poco perché gli agenti l’hanno avvicinata chiedendo di esibire la patente. Per la donna è scattata subito una sanzione amministrativa e non è stata denunciata poiché non recidiva.
    Senza patente guida l’auto della figlia: maxi multa per una 77enne LEGGI TUTTO

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    MotoGp, Mir: “La mia fama non è aumentata in maniera impressionante”

    ROMA – “La vita non mi è cambiata quanto invece avrebbe potuto, perché o avuto la fortuna, o la sfortuna, di diventare campione del mondo nell’anno del Covid e mediaticamente non si è sentito come un anno normale. Quest’anno abbiamo un po’ recuperato la normalità, ma non del tutto. È chiaro che ho vissuto un aumento di fama importante, ma non impressionante. E questa cosa mi fa felice in qualche modo”. Joan Mir, intervistato da “Motorsport.com”, ha spiegato come sia cambiata solo di poco la sua vita dopo il titolo di MotoGp conquistato nel 2020. Fondamentale, in questo è stato l’avvento del Covid, che ha reso il campionato dello scorso anno ben diverso dagli altri, dall’inizio in piena estate alle gare senza spettatori, con meno tappe e senza Marc Marquez. Le conseguenze di un titolo in tempi di Covid, però, non dispiacciono troppo al pilota della Suzuki, che spesso si è mostrato una persona piuttosto riservata riguardo alla sfera privata.
    Le parole di Mir
    “So che se vincerò ancora o continuerò altri anni al massimo livello, il riconoscimento aumenterà, ma più in termini di aumento di fan sulle tribune – ha aggiunto -. Lo scorso anno mi è dispiaciuto molto vincere il mondiale senza gente in circuito. È una cosa che mi porto dentro”. Un titolo sottostimato dall’ambiente? Mir risponde così: “Da parte di tutti sì, ma non da parte dei fan. È una cosa che assumerà valore con gli anni, ma non è stato dato valore al fatto che Suzuki abbia vinto un mondiale dopo venti anni. Vincendo non si assume valore, ma se lottiamo per vincere il secondo titolo, forse otterrò un riconoscimento maggiore”. LEGGI TUTTO

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    Nba, crisi nera per gli Atalanta di Gallinari: quinto ko di fila in casa

    Si allunga la striscia di sconfitte consecutive in casa per gli Atlanta Hawks di Danilo Gallinari. La franchigia georgiana ha infatti incassato il quinto ko di fila interno perdendo 132- 126 contro gli Houston Rockets. Davanti per i primi tre tempi, Atalnta è crollata nel finale perdendo 25-44 il quarto quarto. Non sono bastati i 12 punti messi a referto dal Gallo e i 41 di Trae Young. Gli Hawks trovano la doppia doppia da 12 punti e 16 rimbalzi di Capela e portano in doppia cifra anche Collins, Reddish e Williams. In totale Houston ne porta sette in doppia cifra con Tate e Wood che ne fanno rispettivamente 15 e 12. Poi ancora dalla panchina ne fanno 13 Martin Jr, 11 Sengun e 10 Nwaba. Nelle altre partite della notte italiana Golden State vince sul parquet dei Pacers per 102-100 con uno Stephen Curry da 26 punti, 6 rimbalzi e altrettanti assist e adesso è a -1 da Ray Allen nella classifica delle triple. Quindici a testa per Green (9 rimbalzi per lui) e Wiggins, ne fa 14 Looney, mentre a Indiana non basta la doppia doppia da 30 punti e 11 rimbalzi di Domantas Sabonis.
    Tatum trascina i Boston Celtics: Milwaukee ko
    I Boston Celtics, trascinati dai 41 punti di Jayson Tatum, stendono i campioni in carica dei Milwaukee Bucks con il punteggio di 117-103. Nikola Jokic sfiora la tripla doppia nella vittoria dei Nuggets sui Wizards (113-107). Per il serbo 28 punti, 19 rimbalzi e 9 assist. Vincono anche Cavaliers (105-94 sugli Heat con 23 punti e 9 rimbalzi), Raptors (124-101 su Kings), Grizzlies (126-91 sui 76ers), Mavericks (120-96 contro gli Hornets con 24 punti e 13 rimbalzi per Kristaps Porzingis) e Clippers (111-95 sui Suns con 24 punti e 11 rimbalzi per Marcus Morris Sr).
    Ecco tutti i risultati della partite Nba della notte
    Cleveland Cavaliers – Miami Heat 105-94
    Indiana Pacers – Golden State Warriors 100-102
    Toronto Raptors – Sacramento Kings 124-101
    Atlanta Hawks – Houston Rockets 126-132
    Boston Celtics – Milwaukee Bucks 117-103
    Memphis Grizzlies – Philadelphia 76ers 126-91
    Dallas Mavericks – Charlotte Hornets 120-96
    Denver Nuggets – Washington Wizards 113-107
    Los Angeles Clippers – Phoenix Suns 111-95 LEGGI TUTTO

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    MotoGp, Petrucci: “Avrei voluto vincere il Mondiale, ma non ho rimpianti”

    ROMA – Danilo Petrucci ha lasciato la MotoGp al termine dell’ultima stagione, e in gennaio tenterà l’avventura in Dakar con la KTM. Il pilota italiano, dopo l’ultimo Gran Premio nel Motomondiale, ha parlato della sua carriera, affermando di non avere rimpianti. “Ho sempre cercato di essere me stesso e non qualcos’altro – ha detto -. Preferisco sempre comportarmi come sono. La mia carriera avrebbe potuto essere più lunga, ma non ho rimpianti. Ho dato il massimo e spero di essere ricordato come un ragazzo divertente”.
    Le parole di Petrucci
    “Da quando sono arrivato in Pramac Ducati nel 2015, ho bei ricordi, ho combattuto bene – ha aggiunto Petrucci -. Sono arrivato in questo paddock in un modo unico, essendo uno dei pochi piloti senza esperienza in Moto2 o Moto3, nessuna esperienza GP, niente. Penso di essere l’unico, l’ultimo sopravvissuto, dell’era CRT. Nessuno pensava che sarebbe stato un bene per la MotoGP, ma alla fine è così che è nata la nuova MotoGP. Vincere le gare è sempre stato uno dei miei obiettivi. Ovviamente avrei potuto vincere il Mondiale, ma purtroppo ho incontrato i migliori piloti del mondo e non è stato possibile. Ero in buona forma nel 2019, ma c’era il miglior Marquez con la migliore Honda ed è stato molto difficile. E’ stato emozionante combattere con persone che vedevo in TV molti anni fa”. LEGGI TUTTO

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    Verstappen, festa sfrenata con Kelly, Geri e la Red Bull sullo yacht di lusso

    Non poteva che festeggiare in grande stile il neo campione del mondo Max Verstappen. Dopo aver battuto Lewis Hamilton ad Abu Dhabi si è scatenato per ore insieme alla fidanzata Kelly Piquet e agli amici su uno yacht attraccato non lontano dalla pista. Le foto della festa hanno fatto il giro del web.Guarda la galleryVerstappen, party folle nello yacht di lusso per il titolo con Geri e Kelly
    Una festa infinita
    Il party era presente anche il team principal della Red Bull Christian Horner, il quale si è congratulato con il pilota insieme a sua moglie, l’ex Spice Girl Geri Halliwell, immortalata nelle tantissime foto della serata pubblicate sui social dai fortunati presenti. La festa in onore del 24enne era iniziata già alle ore 23 quando la canzone “We are the Champions” dei Queen risuonava fuori dal garage Red Bull. Verstappen ha poi posato con la sua squadra per le foto di gruppo, indossando t-shirt e cappellino appositamente disegnati per celebrare il risultato. Trasferitosi con amici e fidanzata sulla lussuosa barca, il campione ha dato il via al “vero” party, terminato alle 7 della mattina seguente. Tra gli scatti della serata uno risuona particolarmente dolce: Kelly Piquet, figlia del tre volte campione del mondo Nelson Piquet, ha postato un Instagram story che la ritrae insieme al suo Max con la didascalia: “Il mio campione del mondo”.
    Max Verstappen, le auto da sogno del primo olandese campione in F1 LEGGI TUTTO

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    MotoGp, Petrucci: “La mia carriera avrebbe potuto essere più lungo”

    ROMA – “Ho sempre cercato di essere me stesso e non qualcos’altro. Preferisco sempre comportarmi come sono. La mia carriera avrebbe potuto essere più lunga, ma non ho rimpianti. Ho dato il massimo e spero di essere ricordato come un ragazzo divertente”. Danilo Petrucci ha lasciato la MotoGp al termine dell’ultima stagione, e in gennaio tenterà l’avventura in Dakar con la KTM. Il pilota italiano, dopo l’ultimo Gran Premio nel Motomondiale, ha parlato della sua carriera, affermando di non avere rimpianti.
    Nessun rimpianto
    “Da quando sono arrivato in Pramac Ducati nel 2015, ho bei ricordi, ho combattuto bene – ha aggiunto Petrucci -. Sono arrivato in questo paddock in un modo unico, essendo uno dei pochi piloti senza esperienza in Moto2 o Moto3, nessuna esperienza GP, niente. Penso di essere l’unico, l’ultimo sopravvissuto, dell’era CRT. Nessuno pensava che sarebbe stato un bene per la MotoGP, ma alla fine è così che è nata la nuova MotoGP. Vincere le gare è sempre stato uno dei miei obiettivi. Ovviamente avrei potuto vincere il Mondiale, ma purtroppo ho incontrato i migliori piloti del mondo e non è stato possibile. Ero in buona forma nel 2019, ma c’era il miglior Marquez con la migliore Honda ed è stato molto difficile. E’ stato emozionante combattere con persone che vedevo in TV molti anni fa”. LEGGI TUTTO

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    MotoGp, Leitner: “Darò il mio contributo a KTM anche se in disparte”

    ROMA – Fabiano Sterlacchini e Francesco Guidotti sono chiamati alla rivoluzione in casa KTM. Rispettivamente nuovo capo della tecnologia MotoGP e nuovo race manager, i due italiani devono risollevare le sorti di un team in calo di prestazioni nell’ultima parte del 2021. I piazzamenti deludenti di Oliveira e Binder hanno infatti spinto il team a ingaggiare i due manager scuola Ducati. Un passo in avanti importante per Mike Leitner che, a Speedweek.com, afferma: “Non ho alcun problema con questa situazione, sono ancora in KTM e darò anche il mio contributo, sebbene in disparte”.
    Alzare il livello
    Mike Leitner però non butta via tutto della passata stagione e punzecchia gli avversari: “Nel 2021 abbiamo piazzato il nostro miglior pilota davanti al migliore della Honda nel campionato piloti e la Suzuki nel 2021 è rimasta a mani vuote”. La casa di Mattighofen vuole però ritornare a essere competitiva, superando i numerosi problemi con le gomme dello scorso anno. E ora con Sterlacchini la musica potrebbe cambiare secondo Leitner, che ha detto: “Abbiamo spinto molto, perché ci è un po’ mancato un manager come lui”.  LEGGI TUTTO

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    MotoGp, Leitner: “Abbiamo spinto per Sterlacchini in KTM, ci mancava una figura come lui”

    ROMA – La rivoluzione in casa KTM passa da Fabiano Sterlacchini e Francesco Guidotti, rispettivamente nuovo capo della tecnologia MotoGP e nuovo race manager, chiamati per risollevare le sorti di un team in calo di prestazioni nell’ultima parte del 2021. I piazzamenti deludenti di Oliveira e Binder hanno infatti spinto il team a ingaggiare i due manager italiani scuola Ducati. Un passo in avanti importante per Mike Leitner che, a Speedweek.com, afferma: “Non ho alcun problema con questa situazione, sono ancora in KTM e darò anche il mio contributo, sebbene in disparte”.
    Salto di qualità
    La casa di Mattighofen vuole ritornare a essere competitiva, superando i numerosi problemi con le gomme dello scorso anno. Ora però con Sterlacchini la musica potrebbe cambiare secondo Leitner, che ha detto: “Abbiamo spinto molto, perché ci è un po’ mancato un manager come lui”. Poi il consulente di KTM punzecchia gli avversari: “Nel 2021 abbiamo piazzato il nostro miglior pilota davanti al migliore della Honda nel campionato piloti e la Suzuki nel 2021 è rimasta a mani vuote”. LEGGI TUTTO